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«Il mio obiettivo è di essere sempre più l’ancora difensiva della Unahotels»

Adriano arati
«Il mio obiettivo è di essere sempre più l’ancora difensiva della Unahotels»

Il centro Frank Elegar ha confermato alla grande le aspettative  «Se difendiamo forte, siamo competitivi anche se l’attacco non gira» 

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il protagonista

Adriano arati

«Dobbiamo continuare a crescere in difesa, è l’unico modo per essere sempre competitivi anche quando in attacco le cose non girano».

Frase quasi scontata, ma che suona decisamente diversa se pronunciata dal perno difensivo della Unahotels, Frank Elegar, senza dubbio uno dei migliori centri di questo avvio di campionato.

In questo momento appare in grandissima forma, in attacco e in difesa. Cosa è cambiato? Maggior conoscenza con i compagni?

«La chimica che si è sviluppata con i miei compagni è ovviamente cresciuta settimana dopo settimana, allenamento dopo allenamento, così come il mio stato di forma. Sul parquet, il mio obiettivo è cercare di essere un’ ancora difensiva, sono l’ultima linea della difesa in tante situazioni e cerco di proteggere il nostro canestro».

I giochi a due con i play della Unahotels sono ormai un piccolo marchio di fabbrica, e si vedono spesso pure negli highlights. Quanto le fa piacere?

«Sento che il feeling con le nostre guardie nel cercare sempre più soluzioni di pick and roll e di lob sta crescendo. Cerco sempre di comunicare con loro anche durante la partita e mostrar loro una via di passaggio vicina al ferro che possa risultare efficace».

Da veterano che ha affrontato molti rivali, quali sono gli altri lunghi della seria A che ammira?

«Ho affrontato Luis Scola ed è stato impressionante, soprattutto se pensiamo ai rumors che lo vogliono vicino al ritiro. Penso abbia ancora tanta benzina nel suo serbatoio. Anche Leday di Milano è molto bravo a produrre con efficacia in poco tempo, mentre penso che Bilan di Sassari, il pivot che affronteremo domenica prossima, sia uno dei giocatori che più hanno attirato la mia attenzione finora tra i miei pari ruolo, quindi sarà una bella sfida».

In queste settimane, la Unahotels sta alternando grandi prestazioni a momenti in cui sembra manchi un poco di energia. A cosa è dovuto?

«La chiave sta nel trovare il giusto equilibrio tra il lavoro in palestra ed in allenamento per migliorare, ma allo stesso tempo avere modo di curare il riposo e il recupero. Ovvio non è facile farlo, ci vuole del tempo, ma se riusciremo a farlo allora potremo esprimere tutto il nostro potenziale».

Dove dovete migliorare, per fare ancora meglio?

«Dobbiamo difendere in maniera più consistente come abbiamo mostrato di saper fare in alcuni momenti della stagione. Se lo faremo, anche in serate difficili in attacco avremo sempre e comunque una chance per vincere le partite».

Lei è uno dei veterani di una formazione piuttosto giovane. Si sente un riferimento, soprattutto per i lunghi più giovani?

«Tutti hanno un ruolo ben chiaro in squadra, indipendentemente dal minutaggio e dall’età. Sicuramente ci sono alcuni veterani: in tal senso do molto credito a Josh Bostic, perché è un leader emozionale ed è uno con cui andrei sempre in “trincea”. Così come noi veterani cerchiamo sempre di dare il nostro esempio, anche i giovani hanno però una grande importanza nel nostro gruppo».

Cosa possono dare?

«Da loro arriva l’energia che ci serve per rendere in ogni singolo allenamento e l’atteggiamento positivo anche durante le partite, cercando di farsi trovare pronti sia quando devono scendere in campo che quando invece devono stare in panchina ad incitare i compagni. Anche quelli che hanno meno spazio hanno un’importanza uguale a quelli che giocano più minuti e penso che i nostri ragazzi lo stiano capendo».

Inizia un periodo densissimo, con le ultime due gare di andata decisive per la Coppa Italia e poi, fra un mesetto, la bolla di coppa. Cambieranno i ritmi e gli sforzi. Come si gestisce un periodo così? Fisicamente e mentalmente?

«Gennaio sarà sicuramente un mese interessante e per affrontare così tanti impegni ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti, dal primo all’ultima. Come lavoreremo in allenamento sarà la chiave».

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