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Reggiana troppo molle Il Pordenone cala il tris

Roberto Piccoli
Reggiana troppo molle Il Pordenone cala il tris

Nell’ultima partita del 2020 non arriva l’auspicato rilancio Stanchezza e assenze condizionano la squadra granata

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Roberto Piccoli

LIGNANO SABBIADORO (ud). I risultati dicono che forse è iniziata la prima mini-crisi ufficiale da quando la Reggiana è tornata in Serie B. Un solo punto nelle ultime cinque partite, quello racimolato al Castellani di Empoli dopo un intero secondo tempo giocato in superiorità numerica. Eccezion fatta per quello casalingo con la Reggina di domenica scorsa, i ko sono tutti arrivati contro formazioni di medio-alta classifica, come lo stesso Pordenone. Secco il 3-0 rifilato dai ramarri alla Reggiana, per quello che è stato il primo squillo interno della stagione per gli uomini di Tesser. Sfatato il tabù Teghil, che non era ancora stato svezzato da un Pordenone che è entrato in campo con questo obiettivo, raggiunto anche con una certa semplicità. Partita indirizzata già a fine primo tempo per gli emiliani, col gol di Zammarini e la paratona di Perisan su Kargbo prima dell’intervallo che hanno tolto importanza ad una ripresa in cui la Reggiana non è mai pervenuta.

Fra le tante assenze, ad avvertirsi di più in questo particolare momento per i biancorossi è quella di Fausto Rossi. Senza l’ex vicentino in cabina di regia, la Regia lascia su carta le idee anche buone che ha. E soprattutto non riesce a fare filtro, subendo troppe reti o comunque concedendo parecchio agli avversari.

Rispetto al lunch-match con la Reggina, il tecnico emiliano ha cambiato quattro uomini: dentro Gatti (per la prima volta dall’inizio), Zampano, Pezzella con compiti di playmaker e Libutti. Ma soprattutto un cambio di modulo, con la rinuncia ad un attaccante – proprio il bomber Mazzocchi, fra l’altro – e l’inserimento di un centrocampista in più per contenere il “rombo” del Pordenone. Davanti dunque Kargbo unica punta con Radrezza alle sue spalle a svariare su tutto il fronte offensivo, per provare a dare profondità.

Una mossa che non ha sortito effetto, perché i neroverdi hanno tolto riferimenti alla Reggiana in fase di impostazione e hanno subito sparigliato le carte di Alvini. La ricerca della profondità, dopo passaggi continui fra difensori ed esterni, non è stata premiata, anzi ha prodotto il risultato inverso. Il Pordenone ha lasciato quindi il possesso palla agli emiliani, però poi è stato molto più bravo a ribaltare l’azione. Ed anche le occasioni dei friulani sono state più ficcanti, tanto che già prima dell’uno a zero, erano arrivati un paio di pericoli dalle parti di Cerofolini, prima di poter solo tentare l’opposizione sul rigore in movimento di Diaw valso il vantaggio. La mentalità neroverde non è cambiata con la variazione del risultato, ha contenuto la reazione teorica della Reggiana e poi ha piazzato il 2-0 a 3’ dall’intervallo, con un’azione semplice: verticalizzazione di Bassoli per Diaw, tocco a lanciare Ciurria murato da Cerofolini dopo quaranta metri palla al piede, rimbalzo raccolto da Zammarini. La risposta è stata tutta in Kargbo, vicino al gol due volte prima del duplice fischio.

Nel secondo tempo, nonostante il tentativo di Alvini di rimettere in carreggiata i suoi tornando al suo 3-4-1-2, con l’ingresso di Mazzocchi, la sfida ha perso subito interesse contestualmente alla spettacolare rete di Ciurria: una delle più belle del campionato. Il bomber biancorosso ha cercato di combinare qualcosa, Radrezza ha cestinato un gol facile intorno all’ora di gioco e poi l’ha sfiorato su punizione al 25’, allungando a 330’ l’astinenza della Reggiana. Che nel finale è rimasta ingiustamente in dieci per l’eccessivo rosso a Cerofolini. A cambi finiti in porta è andato Mazzocchi e il Pordenone a quel punto si è accontentato – ovviamente – del 3-0. —

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