«Le giovanili sono a rischio stop fino a novembre»
Turni, presidente provinciale della Fip, fa il punto sulla ripartenza: «Ora è necessario cambiare le formule dei campionati»
Riccardo Bellelli
REGGIO EMILIA. L’inizio di un nuovo anno è sempre tempo di propositi. Per il mondo del basket il 2020 è stato un anno davvero terribile, con i campionati che han chiuso i battenti a marzo per non riaprire più. L’immediato futuro non promette meglio, una flebile speranza c’è, la volontà pure, ma è difficile essere speranzosi visto che nemmeno l’adozione dei protocolli decisi dallo stato hanno salvato le società.
Il presidente della Fip Provinciale, Massimo Turni, conferma come, purtroppo, si navighi ancora a vista.
«Purtroppo stiamo vivendo un momento di grande incertezza. L’unica cosa che sappiamo è che fino al 16 gennaio non si torna in palestra. A livello regionale abbiamo parlato di cosa si potrebbe fare per salvare in qualche modo la stagione, ma è impossibile programmare senza avere qualche indicazione certa dal governo e dalla presidenza della Fip nazionale».
Qual è la data ultima per poter partire?
«Noi speriamo di poter iniziare i campionati principali entro fine febbraio per poi arrivare a fine giugno utilizzando formule molto, ancora però da definire. Ci sarebbero da cambiare i gironi facendone di più e più piccoli in modo da giocare meno partite. Per poter fare questo però, devono dare alle società la possibilità di allenarsi da gennaio».
Per quanto riguarda invece la Promozione e la Prima divisione?
«Non abbiamo ancora pensato nulla per loro, ma si andrà nella stessa direzione degli altri campionati e cioé gironi con poche squadre».
I campionati giovanili?
«Sono molto preoccupato per l’attività giovanile e per il minibasket. Sono le categorie più colpite da questa situazione. Se ci si pensa, hanno giocato l’ultima volta in febbraio e c’è il rischio che la prossima partita di campionato la giochino a novembre del 2021. È un periodo lunghissimo. I ragazzi, soprattutto i più piccoli, si stanno spostando verso altre discipline che hanno proseguito l’attività».
Cosa si augura per il 2021?
«Si festeggeranno i 100 anni della Fip e credo sia l’occasione buona per fare qualche riforma seria e coraggiosa. Bisogna osare ma per certe cose vorrei tornare al passato con formule che si sono dimostrate vincenti. Il tutto deve nascere da un confronto con allenatori, arbitri e società. Mi sembra che ora si guardi all’interesse particolare, vorrei vedere più lavoro di squadra pensando al bene del movimento».
Qualche esempio concreto?
«Ad esempio nel minibasket tornare a giocare cinque contro cinque e con i quattro tempi, come quando giocavo io. Magari si possono rivedere anche le regole su under e over , sugli anni di svincolo e prendere qualche provvedimento sulle giovanili visto che i ragazzi rischiano di perdere quasi due stagioni. Ci lavoreremo con le Doar (disposizioni organizzative annuali regionali, ndr) per la stagione 2021/22».
Cosa può fare la Fip per aiutare le società?
«Abbiamo abbassato le tasse gara e spero di confermare questa iniziativa anche per la prossima stagione. Altre iniziative si potranno valutare nel momento in cui si scriveranno le Doa (disposizioni organizzative annunali, ndr) ma soprattutto le Doar». —
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