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Nuovi inserimenti in organico per ridare tono alla Reggiana troppo provata fisicamente

Roberto Tegoni
Nuovi inserimenti in organico per ridare tono alla Reggiana troppo provata fisicamente

Il mercato di riparazione e il rientro degli infortunati potrebbero portare la squadra di Alvini all’auspicato cambio di marcia

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REGGIO EMILIA. Sette partite in venticinque giorni. Una partita ogni 72 ore circa.

Dicembre è finito, contestualmente al 2020 che ai colori granata ha portato in dote la Serie B. Un campionato che sta dicendo quanto ci si aspettava, ovvero che la salvezza sarà davvero un’impresa straordinaria. Lo dimostrano le 15 gare finora giocate (si fa per dire, a Salerno la Reggiana non è nemmeno scesa in campo): due vittorie consecutive ti proiettano nella parte sinistra della classifica, due sconfitte e vieni risucchiato in zona playout.

DICEMBRE… GRIGIO

Se n’è andato dunque il mese di dicembre. Un mese intenso, fisicamente pesante, psicologicamente destabilizzante per il tifoso della Reggiana. Sette partite che anche nel gruppo squadra hanno portato più ad un declino psicologico, che a una vera e propria involuzione del gioco. Un mese iniziato con due vittorie: la prima, clamorosa, con il Monza per 3-0. La seconda, con i granata travestiti da corsari e capaci di sbancare il “Marulla” di Cosenza. Due successi consecutivi che nonostante avessero proiettato Rozzio e compagni a ridosso delle prime dieci in classifica, nascondevano velenose serpi in seno. Infatti, la Reggiana era uscita sì vincitrice, ma non si contavano le occasioni da gol divorate dagli avversari: meglio un uovo oggi che una gallina domani.

PRIME CREPE

E così, la Reggiana si presenta al Città del Tricolore forte di due successi consecutivi, dinnanzi al Frosinone.

Sconfitta una grande del campionato e vinto uno scontro diretto per la salvezza, la Reggiana non crea molto, ma viene punita quando “annusa” in maniera fin troppo audace profumo di vittoria.

La trasferta di Brescia ricalca il copione della gara coi ciociari, ma a una grande mole di gioco non corrispondono altrettante azioni da gol. Sconfitta per 3-1 e lezione imparata: occorre difendere il pareggio a ogni costo, anche quando può sembrare una mezza delusione. E difatti, lo 0-0 con l’Empoli è un diamante della prima parte di campionato dei granata. Perfetti nella fase difensiva, concedono nulla alla capolista pur privi di Rozzio e di Rossi, ma là davanti, la Reggiana è inesistente.

IL CROLLO

Poco male, contro una big della Serie B non è indecoroso, come si dice in questi casi, parcheggiare il pullman davanti alla porta. Il problema offensivo, tuttavia, si ripresenta con la Reggina e siamo alla storia recente. I granata subiscono in maniera quasi passiva la formazione amaranto. È un miracolo che all’85’ il parziale sia ancora fermo sullo 0-0.

Che succede? La Reggiana ci ricasca? Ospiti in 10 e Reggiana punita, come con il Frosinone. È la mazzata, soprattutto psicologica che stende i ragazzi di Alvini, che a Pordenone, sebbene il tecnico toscano mandi in campo sei centrocampisti, vede andare in frantumi il proprio piano partita dopo appena 20 minuti.

MENTE E CORPO

Ovvero lucidità mentale e forza fisica. Un dicembre grigio se n’è andato.

La Reggiana pare un pugile suonato che continua a incassare, chiuso all’angolo. Incapace di reagire.

Nella squadra mancano, sono mancati, troppi giocatori fondamentali. Leader in campo e nello spogliatoio, saggi amministratori del cuoio e del cronometro come Espeche, Rozzio e Rossi. Atleti fisicamente forti e abili nel creare superiorità numerica, come Lunetta e a tratti Kargbo.

In più a centrocampo la squadra patisce troppo la prepotenza muscolare degli avversari.

Parallelamente a un’involuzione del gioco - Alvini si è “violentato” tatticamente per provare a rendere la squadra più pragmatica - si nota anche un decadimento psicologico della squadra: è un periodo in cui va tutto storto e anche gli accorgimenti tattici osservati vanno a farsi benedire a causa di errori individuali o di una fisicità troppo debole.

SENZA RESPIRO

Non c’è molto tempo per leccarsi le ferite, tuttavia.

Gennaio porta la sfida salvezza con il Pescara. Poi sarà la volta del Cittadella, nel recupero, sempre a Reggio. Quindi la Reggiana andrà a Ferrara, ma almeno riprenderà il ritmo di una partita alla settimana.

Vedremo se l’infermeria e il mercato sapranno ridare energia, fisica e mentale, a una squadra messa alla dura prova e in cerca di un cambio di marcia. —

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