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LA RADIO TORNA PROTAGONISTA

GIORGIO BILLERI

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GIORGIO BILLERI

Abbiamo spento la televisione, per un pomeriggio. L’occasione si prestava, ed era irripetibile: dopo 22 anni, sette delle dieci partite di Serie A iniziavano alle 15, un’abbuffata che si meritava un tuffo nel passato. Niente immagini, niente replay e diavolerie tecniche: soltanto voci precise, emozionate, incalzanti, concitate. Voci che coprivano appena le altre voci, quella dei giocatori in campo, che complice la triste assenza del pubblico sugli spalti entravano nella radio, e nelle nostre orecchie, con una forza mai registrata prima.

La radio, già. Vecchia, magari stanca ma mai doma: nel corso del lockdown della scorsa primavera, per dire, gli ascolti sono schizzati in alto, anche per la potenza del podcast. Oggi è la domenica del riscatto, e il conduttore di “Tutto il calcio minuto per minuto”, Filippo Corsini, si concede una digressione petto in fuori. «È una domenica d’altri tempi, dal sapore antico. Dopo tanti anni si giocano sette partite alla domenica pomeriggio, e noi siamo pronti a emozionare ed emozionarvi». Eh già: in effetti è molto emozionante il fatto di mettere in moto la fantasia, immaginare tiri, parate, tagli, sovrapposizioni, tackle senza che una telecamera li vivisezioni in tutte le salse. Giovanni Scaramuzzino, inviato su quello che una volta si chiamava il campo centrale (quello presidiato da Enrico Ameri), ovvero Roma-Sampdoria, non trattiene l’entusiasmo. «Dobbiamo dire grazie a un calendario ipercompresso, quasi zippato, che non consente perdite di tempo: questa domenica particolare è proprio figlia di questa situazione».

Bello, però, da sentire, mentre lo schermo accanto a te riposa. Scaramuzzino per Roma-Sampdoria, Manuel Codignoni per Cagliari-Napoli, Cristiano Piccinelli per Spezia-Verona, Sara Meini per Fiorentina-Bologna, Massimiliano Graziani per Parma-Torino, Diego Carmignani per Atalanta-Sassuolo: eccoli, nomi e voci che ci fanno vedere la quindicesima giornata di A.

Come insegna la scuola di Ameri, Ciotti, Luzzi e Cucchi, il tono è incalzante. Il segreto è lasciare meno tempi morti possibile, e le squadre in campo ci mettono del suo: il primo a interrompere per un gol è Graziani, che racconta il gol del granata Singo sul campo del Parma. Si diverte, e molto, Carmignani da Bergamo che grida nel microfono per i gol dell’Atalanta del Gasp che strapazza la rivelazione Sassuolo: alla fine interromperà i colleghi per ben sei volte.

Sara Meini, soave voce del calcio toscano, mastica amaro: il derby dell’Appennino, come lei stessa ama definirlo, proprio non si sblocca, ma dal campo arrivano imprecazioni, lamenti e rumore di tacchetti.

E poi c’è la pioggia. Quante volte avete sentito il rumore della pioggia battente uscire dalla vostra radio? Questa domenica speciale ci regala anche questa sensazione: nell’intervallo gli inviati raccontano i primi 45 minuti, accompagnati dal fruscìo dell’acqua che scende dal cielo. Succede a Roma, a Genova, alla Spezia; con il pubblico sugli spalti non sarebbe mai accaduto.

La ripresa è un crepitare di gol, un fuoco di fila di interruzioni e di occasioni, che tengono l’ascoltatore inchiodato alla radiolina: in casa, più che altro, visto che la zona rossa impedisce grandi spostamenti in auto, dove tradizionalmente è più bello ascoltare le partite di calcio. Zielinski che lancia il Napoli di Ringhio e ridimensiona il Cagliari, il cuore del vecchio Genoa che riacciuffa la cicala Lazio grazie a un attaccante dal nome impronunciabile (Shomurodov, ma il bravo Camignani non sbaglia) che ispira il pari di Destro. C’è Dzeko che decide Roma-Sampdoria e quando Scaramuzzino ottiene la linea la sua voce è quasi coperta dal giubilo della panchina giallorossa: anche all’Olimpico, che è immenso, si sente davvero tutto.

Corsini fischia simbolicamente la fine, si torna allo spezzatino con Benevento-Milan e Juventus-Sampdoria: resta la magia di un pomeriggio unico. —



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