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Johnson rischia un lungo stop serve un sostituto a “km zero”

Adriano Arati
Johnson rischia un lungo stop serve un sostituto a “km zero”

Attesa per gli esami medici: la Unahotels cerca un rimpiazzo sotto canestro Per evitare quarantene e contenere i costi potrebbe arrivare anche dall’A2

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Adriano Arati

REGGIO EMILIA. Un mercato appeso al flessore di Justin Johnson. Nella giornata di ieri sono stati effettuati i primi esami sulle fasce muscolari della parte superiori della gamba del lungo Usa della Unahotels, oggi dovrebbero arrivare le valutazioni sull’entità del problema e sui tempi di recupero richiesti. In base allo scenario che si determinerà, la dirigenza capirà come muoversi sul mercato. Johnson ha riportato una forte ipertensione del flessore della coscia durante un tuffo per inseguire una palla vagante, il giocatore ha sentito “tirare” ed è stato accompagnato a braccia fuori dal campo, senza più rientrare. Se la lesione muscolare si rivelerà profonda, come si è sospettato dal primo momento, l’assenza del lungo statunitense sarà piuttosto lunga, si parla quantomeno di diverse settimane per un pieno ripristino, a cui aggiungere la necessità di ritrovare il tono adeguato ad attività sportiva ad alto livello. Per un giocatore che nell’esplosività e nel dinamismo ha le proprie principali forze, l’attenzione dovrebbe essere massima, per evitare ricadute o rientri a mezzo servizio. In questo scenario, la Pallacanestro Reggiana sarà costretta a cambiare i propri piani di mercato. Se sino ad ora la priorità era una guardia per rimpolpare il pacchetto esterni orfano di Blums, adesso la prospettiva è radicalmente cambiata: con ogni probabilità, servirà un titolare sotto canestro, possibilmente un 4-5 che possa giocare sia al fianco di Elegar che al suo posto come centro. Con Cham ancora fermo per almeno un mese e mezzo per i suoi problemi sanitari, la soluzione interna è da scartare, servirà sicuramente un nuovo innesto. Prioritario diventa il discorso economico. La tabella di marcia originaria prevedeva di arrivare a metà mese, così da consentire ai proprietari di riunirsi e di fare le loro valutazioni su altri eventuali esborsi. A quel punto, con le idee chiare sulle risorse disponibili, i dirigenti avrebbero provato a stringere per un esterno. La possibile lunga assenza di un titolare cambia le carte, e anche un sacrificio più corposo potrebbe diventare maggiormente digeribile. A gennaio la Unahotels dovrà affrontare molte partite, fra campionato e coppa, e un pacchetto lunghi con i soli Elegar, Baldi Rossi e Diouf è decisamente sottodimensionato. Fra gli esterni, non vi sono poi ali da dirottare vicino al ferro. Kyzlink e Bostic possono dare qualche minuto in situazioni tattiche particolari, ma non possono essere soluzioni a medio termine, senza considerare che pure la coperta nelle guardie non è poi così lunga. Nella stagione della pandemia, un altro fattore non da poco è quello della disponibilità degli atleti. Ingaggiare un atleta impegnato all’estero o fermo nel proprio Paese può comportare tempistiche lunghe, fra permessi, tamponi ed eventuali periodi di quarantena. La soluzione più rapida è quella di ricorrere al mercato interno, a stranieri già in Italia in serie A o in serie A2; il tesseramento sarebbe molto rapido, le questioni sui visti si azzererebbero e così quelle logistiche. In attesa degli esiti sulla condizione di Johnson, ogni strada viene presa in considerazione. —

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