La rivelazione Alessio Sanavia «Nel Valorugby sono rinato»
Il 24enne rossonero ormai consacrato fra i migliori piloni del campionato «A Reggio non ho trovato solo una società seria, ma una vera famiglia»
reggio emilia. Domenica scorsa contro il Rovigo è stato uno dei migliori in campo. Ma quella contro i “Bersaglieri” è solo l’ultima di una serie di prestazioni di alto livello che lo hanno consacrato come uno dei migliori giovani piloni del campionato nazionale Peroni Top 10 di rugby.
È un “magic moment” per Alessio Sanavia, 24 anni veneziano di Dolo, 180 centimetri d’altezza per 106 chili di potenza esplosiva e giocatore chiave nella prima linea schierata in campo dall’allenatore Roberto Manghi.
«Se ripenso al giorno in cui sono arrivato qui a Reggio Emilia, due anni fa, quasi fatico a riconoscermi - ammette il talento rossonero - qui sono rinato, sia come giocatore che come uomo. Vivo in centro storico, mi sono inserito bene nel contesto della città, ma soprattutto ho trovato nel Valorugby Emilia non solo una società seria e professionale, ma una famiglia in cui crescere e a cui dare il mio contributo».
Cosa significa allenarsi e giocare in un gruppo come quello rossonero?
«Dal punto di vista tecnico, lavorare ogni giorno a fianco di giocatori come Chistolini e Rodriguez, veri maestri di rugby e di vita, è un privilegio».
Che obiettivi si pone?
«Il mio focus è di continuare a migliorare, sono molto autocritico, e punto a mettermi in gioco ogni volta che il coach mi chiama per mettermi in campo».
Contro Rovigo ha impressionato la sua prestazione in fase difensiva. Se l’aspettava di potersi esprimere su quegli elevati livelli?
«In difesa sto lavorando bene, in generale mi sento più confidente e fiducioso quando scendo in campo. Ripeto, credo che lavorare in una squadra così affiatata, con uno staff tecnico che lima ogni dettaglio e con giocatori che oltre ad essere dei campioni sono dei compagni di vita, renda questo percorso di crescita più facile. Io sono una persona molto superstiziosa e difficilmente mi sbilancio in pronostici prima delle partite, ma domenica mattina ho telefonato a mio padre per dirgli che ero sicuro che contro Rovigo avremmo vinto. E così è stato».
La sensazione è che la squadra stia piano piano recuperando la condizione dopo lo stop forzato a causa del Covid. È così?
«Contro Rovigo abbiamo giocato probabilmente i migliori 40 minuti non solo della stagione, ma degli ultimi due anni. Avremmo potuto chiudere il primo tempo con un margine ancora più ampio se non avessimo sbagliato alcune facili mete, e sto parlando del Rovigo non di una squadra di bassa classifica. Nel secondo tempo abbiamo concesso qualcosa in più, loro hanno messo in campo l’orgoglio e la condizione fisica un po’ è venuta a mancare. Ma è normale, dopo aver passato la bufera del Covid. Lo abbiamo capito al ritorno in campo perdendo la partita contro Calvisano, ma adesso domenica dopo domenica stiamo recuperando la condizione migliore».
In una bella immagine fotografica, la si vede abbracciato a Farolini a fine gara. Lei sui social ha commentata questa foto con la parola “famiglia”. Immagine simbolo?
«È quello che dicevo prima, noi non siamo solo una squadra, siamo una famiglia. In campo può capitare di cadere, come accaduto nella partita con Calvisano, ma poi ci si rialza sempre insieme. E il nostro capofamiglia è il presidente Enrico Grassi che anche domenica ci ha raggiunto in campo per caricarci e spronarci a dare il meglio per raggiungere i risultati prefissati e per essere di esempio a tutti i bambini e ragazzi del nostro settore giovanile, sia in partita e in allenamento, che fuori dal campo. Io cerco di farlo, anche nel mio ruolo di allenatore della squadra Under 10 sperando presto di tornare a giocare in campo anche con i nostri bambini ».
Sabato arriva il Piacenza, un’occasione da non sprecare per confermarsi in vetta alla classifica. Come vede la prossima sfida al Mirabello?
«È una partita penso sarà molto fisica. Il Piacenza è davvero una bella squadra. I nostri prossimi avversari si difendono infatti bene e hanno atletismo e velocità nei tre quarti. Credo dovremo lavorare molto con il pacchetto di mischia e sfiancarli minuto dopo minuto. Non mi aspetto certo una partita di rugby spettacolare, ma sarà una bella sfida sotto l’aspetto dei muscoli e della grinta». —
R.S.
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