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«Non ha alcun senso logico provare a far ripartire i campionati di serie C»

Riccardo Bellelli
«Non ha alcun senso logico provare a far ripartire i campionati di serie C»

L’ala reggiana Francesco Canuti polemico sulla decisione della Fip di chiedere al Coni di iniziare Gold, Silver, oltre a B femminile  e giovanili nazionali

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REGGIO EMILIA. La comunicazione da parte della Fip al Coni della lista dei campionati di interesse nazionale che si tenterà di far ripartire (C Gold e Silver, Serie B femminile e campionati giovanili con una fase nazionale), ha creato parecchio scompiglio nel giardino del basket.

Molti degli esclusi si sono sentiti figli di un campionato minore, in qualche modo discriminati, ma c’è anche chi, come Francesco Canuti, giocatore del Basketreggio, guarda a tutto questo in modo un po’ diverso.

Cosa ne pensa?

«Non sono sorpreso per quei campionati minori che non ripartiranno, ma per quelli che vorrebbero far partire. Ma come si può pensare di iniziare ora una stagione e in queste condizioni sanitarie? Molti ragazzi non possono nemmeno andare a scuola. Poi la sera li vogliamo mandare in palestra tutti insieme a fare sport di contatto? Che senso ha?».

A settembre-ottobre lei si è allento con la sua squadra. Come ha vissuto l’attività in palestra?

«Quei due mesi sono stati brutti: non era basket. Mancava il piacere di essere in palestra. Non potevamo usare gli spogliatoi, il numero dei presenti era sempre incerto. C’era chi aveva paura, chi doveva aspettare l’esito di un tampone fatto da un amico, dopo l’allenamento non c’era socialità, non potevamo andarci a bere qualcosa come si è sempre fatto. Il tutto per prepararsi a un campionato che sapevamo probabilmente non si sarebbe giocato. In più non potendo usare lo spogliatoio, soprattutto ora, sarebbe facile prendersi un raffreddore o l’influenza con le conseguenze che sappiamo di questi tempi. Così è più stress che piacere».

Quindi crede sarebbe opportuno rinviare tutto a settembre?

«Io distinguerei tra Senior e giovanili. In serie C Gold sono quasi professionisti, c’è gente che guadagna giocando, posso capire di più la voglia di ripartire. Dalla C Silver in giù invece praticamente tutti fanno altro e per lavoro debbono incontrare molte persone. Che senso ha rischiare di portare il virus in palestra o fuori? Tra l’altro molte società farebbero fatica a sostenere certi costi per la sicurezza e il rischio di partire per poi richiudere tutto, o per giocare campionati con tanti rinvii e squadre dai valori falsati sarebbe altissimo. Credo che non ne valga la pena. Magari meglio usare questo periodo per sistemare gli impianti»

Riguardo alle giovanili, invece?

«Per giovanili e minibasket la cosa cambia un po’. Capisco che per i ragazzi sia alienante stare senza far sport e senza incontrare gli amici. Lo sport, il confronto con gli altri serve per crescere. Con loro bisognerebbe studiare qualcosa per riportarli in palestra, magari con allenamenti a piccoli gruppi, senza contatto».

Soprattutto se non si riuscisse a ripartire, la regola degli Over e degli Under per la costruzione dei roster andrebbe abolita?

«Secondo me sì, bisogna venire incontro alle esigenze delle società e non penalizzarle. È un momento particolare e si possono adattare le regole. Le società dei campionati dilettanti sono come le piccole-medie imprese per l’economia, sono il motore del movimento e per tanto vanno tutelate». —

Riccardo Bellelli

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