Gazzetta di Reggio

Sport

Il sogno del Marine Fc Tra tifosi sugli alberi e bicchieri di bianco resiste 20’ a Mourinho

GIORGIO BILLERI
Il sogno del Marine Fc Tra tifosi sugli alberi e bicchieri di bianco resiste 20’ a Mourinho

La grande giornata della squadretta di Ottava divisione Ne prende 5 ma è festa: e i palloni spariscono nei giardini

4 MINUTI DI LETTURA





GIORGIO BILLERI

Apri la finestra, c’è il Tottenham. Solo in Inghilterra può accadere: siamo a Crosby, un tiro di schioppo da Liverpool: nel campetto in mezzo alle vilette a un piano, una tribunetta da 389 posti e gli spogliatoi con due docce soltanto. Il Marine Fc, formazione di ottava divisione inglese (la Seconda categoria italiana) ospita il transatlantico da un milione di sterline, il Tottenham. E’ il terzo turno della Coppa d’Inghilterra, che dai tempi in cui il football si giocava in calze, coppola e farfallino (e monocolo, magari) è una fucina di sogni: tuti possono arrivare a giocare contro tutti. Anche questi giovanottoni del Marine, che nella vita fanno di tutto: operai, impiegati, commessi. Si allenano due volte a settimana, il martedì’ e il mercoledì sera, proprio in questo campetto rizollato di tutta fretta per lo sbarco dei milionari. Ragazzi che non chiudono occhio da settimane, da quando il tabellone li ha messi di fronte al sogno. I grandi giornali si sono accorti di questo placido angolo d’Inghilterra: servizi, troupe dappertutto. Volete non fare una foto al giocatore che palleggia sulla spiaggia? Se si chiama James Joyce, proprio così, ancora meglio.

«Se perdiamo una partita di Premier è colpa mia, se perdiamo questa è colpa dei giocatori», dice Mourinho, sorridendo, prima della partita. The Special One entra nello stadiolo accarezzando con lo guardo le villette a schiera di Crosby (spiaggia non molto allegra, nemmeno d’estate), un luogo che ha scelto anche Carletto Ancelotti per vivere. Mou offre il gomito alla gente che lo brama, Gareth Bale, Dele Alli e gli altri si guardano intorno con gli occhi che luccicano: che ricordi, questi campi, torniamo tutti bambini.

L’allenatore del Marine si chiama Neil Young, un colpo al cuore per i sessantenni che ricordano il grande menestrello: pianta un 6-3-1 che farebbe sembrare Nereo Rocco uno scellerato offensivista. Resistere più possibile, è il grido di battaglia. I risultati, d’altra parte, sono stati già raggiunti: centomila euro con la lotteria dei “biglietti virtuali”, un paio di sponsor che sono arrivati in extremis, ingolositi dall’evento.

Porte chiuse per modo di dire, attorno ci sono occhi dappertutto: sugli alberi fanno capolino i ragazzini, qualche gruppetto di giovani donzelle sui balconi delle case, in mano un bicchiere di rosso anti-gelo. Vola via un pallone dopo 3’, finisce nel giardino di una casa: e lì resta, speriamo che i magazzinieri ne abbiano una scorta sufficiente. Le stelle Spurs non trovano posto nelle panchine troppo piccole: per loro sedie a bordo campo, dietro di loro una signora con un bicchiere di bianco. E prima della partita, per dire, Bale e soci si sono cambiati in una sala ricevimenti, che si affitta per i matrimoni a 220 sterline. Un’atmosfera di incredibile bellezza, questa, com’è lontano l’asettico calcio delle pay tv e degli affari a nove zeri. Che cos’è il calcio: al 19’ Kengni, il più tecnico dei locali, prova il jolly da 25 metri: traversa, con Hart (ex Torino e nazionaleinglese) che aveva visto per un istante la sua personalissima Corea.

Mou fa la faccia cattiva, ma alle sue spalle c’è una signora che si gode un bicchiere di bianco e restare seri è un problema: basta il cipiglio dello Special però e il Tottenham ne fa quattro in 20 minuti, di cui tre con un tocco da zero metri, perchè la difesa del Marine è pur sempre composta da elettricisti e commessi. Ma la gente se ne frega altamente: due ragazzine sparano trombette a mille decibel nelle orecchie del malcapitato giocatore incaricato delle rimesse laterali. E’ la sera delle fiabe: al 54’ il quinto gol degli Spurs arriva da un sedicenne, Devine, classe 2004, che Mourinho aveva portato a Crosby per far rifiatare qualche pezzo grosso della rosa: dribbling e golazo sul primo palo.

Lo Special deve anche sopportare la vista di un isolato tifoso del Liverpool - la città dista una manciata di chilometri - che con aria di sfida si piazza proprio alla rete di recinzione, con la sciarpa red e un cartonato ad altezza naturale di Jurgen Klopp, non esattamente l’amico del cuore del portoghese. Un’altro alieno atterra tra i mortali, nel finale: è Gareth Bale, che trotterella in mezzo ai mastini di casa che non gli risparmiano carezze.

Finisce così, la giornata calcistica più bella degli ultimi anni. L’astronave degli alieni fa rotta su Londra, al Marine resta l’emozione e una serata al pub. Senza esagerare: domani si lavora. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google