La signora veste Principe di Galles: Ramsey da tre punti
Sofferenza in undici contro dieci, poi la zampata di Aaron Timbra anche Ronaldo, ma si infortunano Dybala e McKennie
TORINO. Il gallese elegante, alla fine, decide lui. Aaron Ramsey, fino ad ora oggetto abbastanza misterioso, salva una situazione davvero difficile su cross di un altro underdog, Frabotta, e resta in quota per tentare la decima scalata alla vetta scudetto. Partita nevrotica, come spesso accade a questa Juve, capace di farsi raggiungere dal Sassuolo ridotto in dieci dal primo tempo. Soffre, e tanto la Signora, che può accampare l’attemnuante delle assenze (oltre ai tre colpiti dal Covid ha perduto in corsa anche Mc Kennie e Dybala), ma con Ronaldo in serata crepuscolare ha evidenziato ancora i difetti di crescita, solo in arte nascosti dal debordante talento di Kulusevski. La classifica comunque sorride, e domenica c’è l’Inter. Il Sassuolo, nel suo Dna, non ha certamente la solidità difensiva, e se anche il centrocampo non fa filtro, la maggior tecnica della Juve trova tappeti rossi. Nei primi 10’ il tourbillon di triangoli e scambi di posizioni voluti da Pirlo, una squadra “liquida” che non offre punti di riferimento, produce due chiarissime occasioni da gol, un salto impressionante di Ronaldo sulle braccia protese di Consigli e un colpo di tacco zuccherino di McKennie per Frabotta che chiama Consigli al mezzo miracolo sotto la traversa. Proprio il motorino del Texas, dopo 18’, si deve arrendere per un guaio muscolare e Pirlo deve reimpostare il centrocampo con Ramsey, molto meno fisico e incursore del compagno.
L’intensità, infatti, cala vistosamente, e il Sassuolo, con il suo gioco stretto, efficace, molto tecnico inizia a prendere campo. E sottolinea gli imbarazzi del centrocampo bianconero, zeppo di piedi buoni in scarsa connessione tra di loro. Poi ci si mette anche la malasorte, perchè Dybala si fa male dopo uno scontro con Traorè e deve lasciare a sua volta spazio a Kulusevski, in 40 minuti una Juve tutta nuova.. E al 44’ anche Chiesa finisce a terra, gridando, per un fallaccio di Obiang: caviglia ko per l’ex viola e cartellino rosso, sacrosanto, per il centrocampista di De Zerbi. Ora è solo Signora: al tramonto del primo tempo Kulusevski ha la palla migliore ma sul piede sbagliato, il destro: palla alta.
La ripresa è solo l’attesa del gol, con il Sassuolo che non esce più. Ma ci vuole un gioiello di Danilo al 50’ per aprire la partita: il siluro del brasiliano è un pezzo di altissima scuola, con la palla tesa, che non gira neppure e si va a incastrare nell’angolino basso. Nota a margine; l’ultimo gol di Danilo proprio contro il Sassuolo, l’estate scorsa.
Ma al 58’ quello che non ti aspetti: il Sassuolo, in dieci, trova una splendida traccia di Traorè per Defrel che di sinistro incererisce Szczesny: tutto da rifare. Si torna ad accamparsi nell’area del Sassuolo: palo esterno di Chiesa, mezzo rigore su Ronaldo. Serata da streghe: al 73’ giocata alla Messi di Kulusevski che trova un varco incredibile per Ronaldo, che però si fa ipnotizzare da Consigli in tuffo. Ma poi arriva la giocata: Frabotta da sinistra, Ramsey controlla e infila: sollievo. E Ronaldo nel recupero sigla la sua rete numero 769: figurarsi se mancava lui... —
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