Gallicchio striglia i suoi «Mentalità sbagliata così rischiamo grosso»
La sconfitta interna contro la Pro Livorno è pesante L’allenatore della Bagnolese suona l’allarme
Luca Cavazzoni
BAGNOLO. Su dieci partite fin qui disputate la Bagnolese ne ha perse l'esatta metà, con la sconfitta di domenica scorsa contro la Pro Livorno Sorgenti che ha pure stoppato una serie utile che durava da tre turni. Ma per la prima volta in stagione a sorprendere in negativo è stato l'atteggiamento con il quale al Fratelli Campari i rossoblù si sono quasi consegnati alla terribile matricola toscana. Un segnale preoccupante, anche in vista dell’avvicinarsi del derby con la Correggese. La Lega nazionale dilettanti ha stabilito che il derby con la squadra di mister Gori si giocherà mercoledì 20 gennaio al Fratelli Campari. Fischio d’inizio alle 14.30. Sarà quella, per i rossoblù, l’occasione del riscatto? Difficile dirlo, anche perché prima Formato e compagni sono attesi alla trasferta di Budrio, in casa del Mezzolara, reduce da due vittorie di fila. Prima di preparare quel match, mister Claudio Gallicchio si sofferma sulle ragioni di una sconfitta. E la sua analisi è una vera e propria strigliata ai suoi giocatori.
Mister Gallicchio, nessuno si aspettava che la Bagnolese perdesse in questo modo.
«Il risultato è giusto - è l’incipit dell’analisi dell’allenatore rossoblù - perché abbiamo perso meritatamente sotto l'aspetto mentale: molti dei miei giocatori devono ancora capire che la categoria è cambiata. Per affrontare la Serie D serve una cattiveria diversa, ma che non c'è stata come confermano i due gol presi in avvio dei due tempi. Se facciamo un passo avanti purtroppo dopo ne facciamo due indietro, di conseguenza così diventa veramente dura. Io ripeto sempre che bisogna continuare a lavorare, però attraverso il lavoro occorre anche crescere e migliorare. In tal senso dobbiamo riuscirci, altrimenti ne faremo tante di queste brutte figure».
I cambi hanno in parte scosso la situazione e fino al termine della gara c'è stata l'impressione di voler comunque tentare di far qualcosa per rimediare.
«Non entro nel merito dei cambi perché non m'interessa, avremmo potuto anche prendere quattro o cinque gol ma sarei rimasto della stessa idea. L'aspetto più grave della nostra sconfitta è stato quello sul piano del carattere, mentre gli avversari oltre ai gol ed alla qualità ci hanno messo anche della furbizia. Quest'ultimo aspetto lo chiedo anche io ai miei giocatori, ma contro la Pro Livorno Sorgenti siamo venuti meno. Conosco il carattere di alcuni miei giocatori, come sono consapevole che a molti manca questo tipo di determinazione».
Quale potrebbe essere la ricetta giusta per voltare pagina?
«A questo punto le alternative sono due, o apprendi certe cose oppure è giusto che te ne vai a giocare da un'altra parte. La Serie D è questa, servono quantità, qualità o carattere. Almeno una di queste tre caratteristiche bisogna averla per essere all'altezza di questo campionato, altrimenti sta a significare che qualcuno è finito nella categoria sbagliata».
Anche la direzione di gara di Di Loreto di Terni vi ha piuttosto infastidito. Conferma?
«È ovvio che quando sei in difficoltà ti attacchi all'arbitraggio, ma così sarebbe troppo semplice. L'arbitro non ha colpe sul risultato finale, però di disastri ne ha comunque combinati. A volte servirebbe anche da parte loro un po' d'umiltà. Domenica l’arbitro ha ammonito solo noi, oltre a non concederci un netto rigore per fallo di mano.
Però come sbagliamo noi, possono sbagliare anche loro - sottolinea mister Claudio Gallicchio - ma se una volta tanto lo ammettessero sarebbe veramente una cosa bellissima». —
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