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ERIKSEN, L’OCCASIONE DEL PRINCIPE TRISTE

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Non riescono a cederlo, c’è poco da fare. E visto l’investimento, 26 milioni commissioni comprese, qualcuno dalle parti di Nanchino si è reso conto che Christian Eriksen è meglio recuperarlo che svenderlo come un cappotto con troppi lavaggi. Conte, il più aziendalista che c’è nonostante le sfuriate e le occhiatacce ai giornalisti, si è adeguato, obtorto collo, per amor di patria. E ieri a Firenze, in un pomeriggio di Coppa Italia tutto sommato poco significativo dal punto di vista tecnico, ha iniziato il progetto “salvate il soldato Christian”. Ha deluso da rifinitore, non ha impressionato da mezz’ala, restava un solo esperimento da fare: regista basso davanti alla difesa. Non è dispiaciuto, come ha ammesso lo stesso Conte. «Continueremo a lavorare su Christian», ha detto. Un armistizio, una piccola apertura: magari il pallido principe danese troverà qualcosa per cui amarla, l’Inter. —

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