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La provocazione 

Il Napoli ci aveva riprovato «Rimandiamo la partita...»

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REGGIO EMILIA. In questa stagione è destino che le partite tra Napoli e Juventus siano accompagnate da un po’ di suspense. Come si ricorderà, il 4 ottobre il Napoli non si era recato a Torino per disputare la sfida di campionato perché aveva due giocatori positivi e la Ausl si sarebbe opposta alla trasferta (a Reggio Emilia, invece, a fronte di una situazione molto più grave della Reggiana non è stato adottato alcun provvedimento). Dopo la sconfitta a tavolino per 3-0, in appello è stato deciso che la partita dovrà essere invece giocata.

Ora il presidente del Napoli Aurelio De Laurentis ha proposto di rinviare anche la Supercoppa per consentire al pubblico di partecipare.

«La partita si svolgerà come previsto - ha detto ieri l’amministratore delegato della Serie A Luigi De Siervo in Sala del Tricolore -. È stato solo un fuoco di paglia, una provocazione. Il calendario e il campionato sono sacri, si tratta di impegni che verranno rispettati».

La partita era stata organizzata, come ormai di consuetudine, all’estero ma la crisi sanitaria ha costretto lo spostamento in Italia, a Reggio Emilia. E sarebbe stata proprio l’emergenza sanitaria a convincere De Laurentis a proporre, durante una riunione della Lega Serie A, un rinvio a maggio, ma il calendario del campionato, da incastrare con i tempi delle coppe europee e quelli del campionato europeo, in programma a fine stagione, impedirebbero la creazione di slot buoni per sistemarci il match di Supercoppa Italiana. —

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