Il tifoso della Regia? Si fida di Alvini e Tosi ma è terrorizzato all’idea di tornare in serie C
L’umore del popolo granata alla vigilia del derby con la Spal, in programma lunedì sera a Ferrara
l’inchiesta
marco bertolini
La crisi di risultati che sta attraversando la Reggiana, un solo punto raccolto nelle ultime 7 gare, ed oltre 500 minuti senza segnare, non scalfisce minimamente la fiducia dei tifosi verso società e giocatori.
Anche nella settimana che porta al sentito derby con la Spal, nelle parole e nei pensieri dei tifosi non c’è traccia di rabbia o scoramento.
«Dispiace veramente tanto vivere un momento così difficile – evidenzia Matteo Galeotti – ma bisogna confidare nell’operato della proprietà perché non si deve dimenticare quanto è stato fatto negli ultimi due anni, ma soprattutto perché è stata onesta con tutti noi tifosi fin dall’inizio della stagione. Chi si aspettava qualcosa di diverso si è solo illuso».
SOCIETA’ onesta
Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo Massimo Rondanini che fa grande affidamento nelle capacità di Massimiliano Alvini di risollevare la situazione. «Puntare il dito contro qualcuno in questo momento sarebbe solamente controproducente. Sono convinto che il mister sarà in grado di lavorare sulla testa dei giocatori per fargli ritrovare la sicurezza avuta sino a poco tempo fa e che ora sembra smarrita».
Dalle parole di Sauro Ferrari traspare, se possibile, ancora maggiore fiducia sulle prospettive presenti e future della società granata: «Sin dalla scorsa stagione ho sempre creduto fermamente nella bontà e nella solidità del progetto portato avanti da Amadei e dagli altri soci e sono altresi convinto che riusciranno a tirarci fuori da questo brutto momento. Quello che però mi lascia più amarezza è il non poter essere vicino alla squadra in un momento tanto delicato. Sono certo che grazie al nostro tifo potremmo essere un’arma in più nella corsa alla salvezza».
Reggiana che, secondo i tifosi, fino a questo momento ha anche pagato dazio alla fortuna fuori dal campo quando, prima il Covid e poi gli infortuni l’hanno privata dei giocatori più rappresentativi. Roberto Ravazzini e Valerio Accorsi trovano che per analizzare la crisi granata non si possano dimenticare le tante assenze e la scarsa forma: «Siamo fortunatamente ancora in corsa per salvarci – sottolinea Ravazzini - e nulla è perduto. Nonostante la squadra abbia qualche evidente lacuna a causa di giocatori che non hanno reso come sperato, credo che il Covid abbia lasciato molti strascichi sui giocatori. Recuperando tutti i titolari e con qualche innesto mirato a gennaio questa squadra può giocarsi la salvezza fino alla fine».
ASSENZE E COVID
Gli fa eco Valerio Accorsi: «Fino al momento in cui non ci è venuta a mancare la spina dorsale della squadra siamo riusciti a giocarcela con tutti. Ritengo che con un mercato di riparazione oculato ed il recupero di giocatori come Rossi e Rozzio abbiamo le carte in regola per raggiungere la salvezza, anche dovesse giungere all’ultima giornata».
LO SPETTRO DELLA C
Lo spettro della retrocessione invece fa decisamente paura a tutti e l’idea di lasciare la cadetteria dopo solamente una stagione, riporta alla memoria le difficoltà della serie C, come è evidente dalle parole di Luciano Manicone: «Retrocedere sarebbe devastante, non solo a livello sportivo. Tutto il mondo economico andrà incontro ad un ridimensionamento a causa della pandemia, ed il calcio non sarà un’eccezione. Bisogna cercare di salvarci ad ogni costo perché risalire potrebbe essere molto complicato. Per questo godiamoci questo “viaggio” dopo 21 anni d’inferno e cerchiamo di stare più vicini possibile a questa squadra per raggiungere la salvezza».
Mette tutti d’accordo, infine, anche “Io ti voglio bene” come sottolinea Matteo Galeotti.
La recente iniziativa lanciata dalla Reggiana, che permette ai tifosi di acquistare in anticipo i biglietti per assistere alle gare casalinghe nel caso riaprano gli stadi, viene vista da parte della tifoseria come un atto d’amore verso i granata: «100€ non spostano certo gli equilibri economici di una società come la Reggiana – rimarca Galeotti - ma in un momento tanto complicato come questo è un gesto di riconoscenza verso chi ha sostenuto la Reggiana in mancanza di qualsiasi altro tipo di entrata economica».
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