Il sacrificio dei soci: un milione di euro per la salvezza
L’operazione salvezza passa da un parziale cambio di strategia. Se in estate, per scelta o necessità, si è puntato su scommesse o calciatori di serie C (in buona parte gli autori del miracolo promozione), ora la società ha deciso che è il momento di un’iniezione di esperienza e fisicità.
La filosofia iniziale non è però stata rinnegata perché siamo di fronte a dei correttivi e non certo a uno stravolgimento.
Ardemagni e Del Pinto sono calciatori con molti anni in categoria: da questa stagione sono finiti ai margini delle rispettive squadre ma entrambi hanno continuato ad allenarsi e stare in gruppo. Eloge Yao invece è fermo dalla scorsa estate e ha avuto un andamento altalenante negli ultimi anni. Il ds Doriano Tosi, che con i giovani spesso e volentieri ci azzecca, lo seguiva da tempo ed è convinto che sia un ottimo acquisto. La speranza è che l’atleta sia quello ammirato nel Crotone della promozione in serie A nel 2016.
Il mercato di riparazione della Reggiana comporterà un altro significativo sacrificio economico per i soci granata. La proprietà infatti ha messo sul piatto una cifra che si aggira sul milione di euro, di cui la metà garantita dal patron Romano Amadei. Tutti i proprietari faranno comunque la loro parte.
Si tratta del secondo extra-budget stanziato in pochi mesi, dato che già in estate era stato sforato abbondantemente il limite precedentemente fissato.
Il mercato in entrata presuppone anche delle uscite dal momento che con l’arrivo di Ardemagni è stato raggiunto il limite massimo di giocatori sopra i 23 anni tesserabili (che sono 18). Dunque, entro la fine del mercato dovranno esserci due uscite. Un candidato è Marchi, l’altro si vedrà, anche in base alle richieste in arrivo dalla C.
Occuparsi delle cessioni o dei prestiti è uno dei delicati compiti del direttore sportivo perché naturalmente da queste operazioni derivano risorse per il mercato o oneri nel caso non si concludano.
Quest’estate la Reggiana, per rinnovarsi in vista della serie B, ha dovuto collocare alcuni suoi giocatori altrove. Ma non è avvenuto gratis. Per convincerli ad accettare altre destinazioni è stato necessario sborsare incentivi o pagare parte del loro stipendio. Una somma che vale circa l’extra-budget del mercato invernale.
La società granata non ha speso come il Monza, ma sarebbe lontano dal vero parlare di campagna acquisti low-cost. Perché in una stagione senza pubblico e abbonamenti, la compagine dei proprietari si sta accollando una buona fetta di costi: si parla di alcuni milioni di euro, in un momento nel quale le prospettive economiche non sono certo tutte rose e fiori. —
Jacopo Della Porta
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