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L’INCHIESTA DI PERUGIA 

Suarez era della Juve poi quell’esame... Spunta la telefonata Paratici-ministro

Suarez era della Juve poi quell’esame... Spunta la telefonata Paratici-ministro

L’accordo saltato dopo l’inizio dell’indagine sul test-farsa Il ds avrebbe parlato con la De Micheli: possiamo accelerare?

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TORINO. L’accordo tra la Juventus e Luis Suarez era già stato raggiunto, l’estate scorsa. Intesa totale, soprattutto sul mega-ingaggio che sarebbe stato corrisposto al “Pistolero”, in rotta con il Barcellona. Questo ha rivelato il capo dell’area tecnica del club bianconero, Fabio Paratici, nel corso dell’interrogatorio dello scorso 11 novembre davanti ai pubblici ministeri di Perugia, che stanno indagando sull’esame-farsa di lingua italiana per l’ottenimento del passaporto. Per arrivare alla definizione dell’acquisto dell’attaccante uruguiaiano, però, era necessario l’esame e la succesisva regolarizzazione dei documenti.

Nel corso dell’inchiesta àè emerso anche il nome dell’attuale ministro dei Trasporti Paola De Micheli del capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi. Una telefonata nella quale veniva chiesta una mano per accelerare le carte per la cittadinanza di Suarez: «La Juventus mi chiede notizie di questa richiesta di cittadinanza, mi aiuteresti? - aveva scritto il ministro, amica d'infanzia del ds della Juventus, al funzionario - si tratta di un giocatore che la Juve vuole comprare. Non ha fatto l'esame perché sta da 11 anni in Europa. Mi consigli di mettere in contatto la Juve con un tuo dirigente per accelerare?».

Dal ministero sarebbe arrivata una risposta positiva, e a quel punto sarebbe entrato in scena l’avvocato Luigi Chiappero, entrato poi in contatto con altri funzionari. Il ministro, sentito a sua volta dai magistrati perugini, ha rivelato di essere stata contatattata in estate, nel corso del calciomercato da Paratici, «mio amico d'infanzia. Mi disse che stava comprando Suarez e che l'accordo era quasi fatto. Mi spiegò che non aveva il passaporto italiano, che era necessario per il buon esito dell'affare. Mi chiese di supportarlo per le tempistiche della domanda e gli risposi che avrei contattato il capo del gabinetto del ministero dell'Interno, cosa che feci subito».

Ma qualcosa non torna: il dirigente bianconero ha negato a più riprese di avere avuto contatti con il Viminale. Due verità diverse, come si vede. L'ipotesi della Procura è che la trattativa non sia saltata per il rischio di non completare l'iter della cittadinanza in tempo per la chiusura del calciomercato, ma perché la Juventus avrebbe saputo dell'indagine in corso. Suarez, che venne ascoltato dai magistrati il mese scorso, avrebbe ammesso di «conoscere il contenuto delle domande al momento dell’esame per l’abilitazione alla lingua italianaA. Un pasticciaccio brutto che non avrà strascichi sul piano della giustizia sportiva, ma dalla quale tutti gli attori non escono certto benissimo. —

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