Milano fa a fette la Unahotels
Biancorossi sconfitti 102 a 73 nell'anticipo di mezzogiorno al Mediolanum Forum
REGGIO EMILIA. Milano ci mette un quarto e davvero poco più a far fuori la Unahotels nell’anticipo di mezzogiorno in un Forum irrealmente deserto. Un quarto e poco più in cui il Chacho Rodriguez alza la voce e dimostra che non c’è davvero storia nella gara che è andata ad aprire il girone di ritorno.
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Certo, visti i valori in campo, non era quella di Assago la sfida in cui la Unahotels doveva dimostrare di essere fuori dal tunnel di sconfitte - cinque di fila dopo quella di ieri - ma tolta una più che discreta percentuale dall’arco, s’è vista davvero una squadra difensivamente intimorita dallo strapotere degli avversari, già a quota 62 all’intervallo lungo.
Finiranno poi oltre i 100 gli uomini di Messina che domani possono consegnare ai reggiani di Martino il pass per la Final Eight di Coppa Italia, andando a vincere a Cremona nel recupero.
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E il bello del basket è pure dover tifare chi solo ieri ti ha fatto a fette. Perché così è andata nell’arena milanese.
Dentro, al via, Martino mette Taylor, Kyzlink, Bostic, Baldi Rossi ed Elegar, mentre di là Messina farcisce il quintetto di star. Nello starting five dell’Olimpia trovano posto Rodriguez, Punter, Moraschini, Brooks e Hines.
Punter - uno che alla Reggiana ha sempre fatto male - parte con una tripla e, almeno nei primissimi minuti, la pronosticata grandinata milanese non si registra.
La Unahotels va pure timidamente sopra al 2’ con il canestro di Kyzlink e la bomba sganciata da Baldi Rossi. Qui, però, si scatena el Chacho Rodriguez e sono dolori: due triple e un passaggio ai limiti della perfezione per Hines e poi c’è solo Milano. Il break, violento, s’allarga sino all’11 a 0 grazie alle rapine del regista spagnolo per la prima prova di forza dei biancorossi di casa.
Storditi e inermi, i reggiani non trovano nulla di meglio che spender falli per fermare avversari che hanno già mostrato di essere su un altro pianeta e al 6’ Reggio ne ha già presi 22.
Fortunatamente Kyzlink ha scaldato la mano e i suoi centri valgono la doppia cifra reggiana (22-11). Bisogna aspettare l’ultimo minuto del quarto per vedere il primo canestro di Taylor, quello del 28-15, e il primo errore da fuori milanesi. Il gong arriva quindi sul canestro di Bostic per il 31 a 18. Contro una delle miglior difese del campionato, Reggio tira anche discretamente bene, ma pesa l’infinità di palle perse e la fragilità dietro.
In un modo o nell’altro Reggio ci continua a provare e anche se Bostic riduce il gap sotto i 10 punti, Rodriguez orchestra il capitano azzurro Datome che ferisce a ripetizione dall’arco per il nuovo, doloroso, allungo dell’Olimpia. È l’inizio della fine? Non ancora: al 12’ l’AX tocca il +19 punti (41-22), ma Reggio, ostinata come nelle prime giornate, si regala un 6 a 0 che spinge Messina a fermare il tempo per un minuto.
Arriva al 15’ il primo canestro in maglia reggiana di Dominque Sutton che porta al -11. Candi infila poi i liberi del 43 a 34 . E lì, su quel -9, arriva da copione la nuova bruciante fiammata meneghina. Al 18’ Rodriguez e soci sono schizzati lontano, sul +25 (59-34).
I titoli di coda sul primo tempo scorrono sull’eloquente 62 a 36.
Il miracolo non si rivela di certo nella ripresa, nonostante Messina conceda minuti di riposo ai suoi uomini più in palla. Al 27’, l’AX veleggia serena su un perentorio - oltre che meritato - + 30 (80 a 50). Si va avanti all’apparenza per forza d’inerzia con Milano che chiude oltre i 100 punti e Kyzlink che negli ultimissimi istanti validi evita almeno l’onta del -30.
Finito il massacro al Forum c’è solo da sperare che Milano viaggi sugli stessi livelli con Cremona.
Martedì pomeriggio, vincendo nel recupero al pala Radi, l’Olimpia negherebbe ai padroni di casa della Vanoli la qualificazione - da settima - alla Final Eight di Coppa Italia e regalerebbe il pass, da ottava, alla Unahotels.
E, ironia della sorte, se Reggio staccasse il pass ritroverebe nel quarto di finale al Mediolanum Forum ancora la stessa AX che domenica l’ha fatta a fette.
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