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risultato tennistico nella sfida all’ora di pranzo 

Insigne show al Maradona: doppietta, set e match

Brunella Ciullini

Il Napoli travolge la Fiorentina, la squadra di Gattuso va a segno anche con Demme, Lozano, Zielinski e Politano

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NAPOLI. La Fiorentina esce umiliata dal Maradona di Napoli, 6 gol sul groppone (l’ultima volta era stata nel 2004) e una prestazione da squadretta senza arte né parte e neppure carattere.

Dal clan viola fanno sapere che non c’è intenzione di cambiare di nuovo allenatore richiamando Iachini ancora sotto contratto (come pure, va ricordato, Montella) anche se la faccia torva di Rocco Commisso che ha seguito la squadra a Napoli racconta più di mille parole. Nella disfatta di ieri hanno sbagliato tutti e ora tutti dovranno capire al più presto come e dove intervenire: il mercato chiude fra meno di due settimane e dopo ieri la Fiorentina, attesa sabato dalla scontro salvezza col Crotone che ieri ha strapazzato il Benevento, ha il secondo peggior attacco della A, con appena 18 reti all’attivo. Finora sono state fatte solo cessioni, 4, l’ultima ufficializzata ieri, Duncan in prestito con diritto di riscatto al Cagliari: ma non avrebbe fatto comodo un centrocampista come lui per arginare le folate di questo Napoli arrembante, trascinato da un super Insigne (con la doppietta di ieri è arrivato a 99 gol con la maglia partenopea), da un ritrovato Demme, dal talentuoso Lozano che ha sostituito Callejon ieri alla prima da ex (non l’avranno certo rimpianto), da un sublime Zielinski (eurogol), da Petagna autore di due assist ,fino a Politano capace pure lui di lasciare il segno sulle macerie viola. La mossa di Prandelli – Ribéry e Callejon alle spalle di Vlahovic, Castrovilli a fianco di Amrabat – si è rivelata suicida: col Bologna si era presentato con 5 difensori, ieri con uno schieramento fin troppo spavaldo contro la squadra di Gattuso apparsa in grande spolvero a pochi giorni dalla Supercoppa con la Juve. Non sorprende allora che la Fiorentina sia rimasta in partita per pochi minuti grazie solo al convalescente Ribéry, l’unico a impegnare Ospina sull’1-0 e a innescare Biraghi che si è divorato due ottime occasioni (sulla prima Demme ha deviato sulla traversa), fino al salvataggio di Koulibaly sulla linea sul tiro di Vlahovic quando però i partenopei erano già avanti di 4 gol. Per il resto zero reazione zero orgoglio zero tutto. «Chiedo scusa, tifosi e presidente non meritano questa umiliazione – dice Pradè dai canali del club – Non me lo aspettavo dopo le ultime prestazioni. Da responsabile dell’area tecnica sono il primo a essere messo in discussione. Ma ci sono ancora venti partite e dobbiamo giocarle lasciando la vita sul campo, tutti noi, calciatori e società. Abbiamo il dovere di fare ogni sforzo possibile per rimediare a questa figuraccia e ripartire da subito».

Prandelli annuncia un summit a breve di mercato («Abbiamo delle idee, sarà nostro dovere individuare chi può farci crescere») e punta il dito sulla mancanza di agonismo: «Abbiamo subito 6 gol senza alcun ammonito e ciò mi fa riflettere. Chiedo scusa ai tifosi, dobbiamo lavorare, stare zitti e arrivare pronti alla partita di sabato. Siamo in una brutta posizione di classifica e bisogna dare di più. Possono capitare certe giornate, gli uomini veri però reagiscono subito e in modo forte» . —

Brunella Ciullini

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