L’umiliazione di Zidane Perde da una squadra di C e i giocatori se la ridono...
MADRID. La settimana scorsa l'eliminazione nella semifinale della Supercoppa di Spagna, l’altra sera sera l'esclusione dalla Coppa di Spagna nei sedicesimi, per mano di una squadra di terza serie, l'Alcoyano. Per Zinedine Zidane e il Real Madrid non tira una bella aria. Anzi, è piena bufera. Anche perché i blancos attualmente sono a -4 nella classifica della Liga rispetto ai cugini dell'Atletico di Diego Simeone che, peraltro, devono recuperare ancora due partite. In teoria, dunque, i colchoneros potrebbero staccare la rivale cittadina di ben 10 lunghezze. Un'enormità. A far discutere, in Spagna e non solo, è tuttavia la débacle ai supplementari, contro una squadra di semiprofessionisti. Zidane ieri ha diretto l'allenamento, ma viene descritto dai media come un fantasma che si aggirava sul campo. Blando anche il discorso alla squadra. Al momento la sua panchina è salva, ma nel calcio tutto è possibile: a far discutere la stampa, soprattutto, l'atteggiamento dell'allenatore francese nei confronti di giocatori come Isco Alarcòn e Marcelo, quest'ultimo in scadenza di contratto e sul piede di partenza, che hanno fatto la storia del club. I due sarebbero stati pizzicati a ridere in campo, incuranti della rimonta dei padroni di casa. Se Zidane è stato messo sulla graticola, il portiere dell'Alcoyano, José Juan Figueras, è invece salito alla ribalta delle cronache, diventando una specie di eroe alla tutt'altro che tenera età di 41 anni. «Non immaginavo a quest'età che il calcio potesse regalarmi una soddisfazione simile», ha detto. —
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