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Udinese-Inter, Chierico spera nel pareggio «Squadre del cuore, ma milanesi favoriti»

Alessandro Guerrieri

Il doppio ex presenta la sfida di oggi pomeriggio (ore 18) al “Friuli”: «I padroni di casa possono far male in contropiede»

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Alessandro Guerrieri

Odoacre Chierico, funambolico esterno pel di carota, negli anni '80 è stato uno delle ali migliori del nostro calcio, vincendo anche uno scudetto con la Roma di Liedholm. Tra le sue tante maglie ci sono pure quelle di Udinese ed Inter, che segue ancora con tanta attenzione. Benché indaffarato nel seguire il trasferimento del promettente, classe 2001, figlio Luca, passato al Genoa dopo 12 anni trascorsi con le giovanili giallorosse, fa le carte alla sfide di sabato sera in terra friulana.

Lei ha giocato prima a Milano e poi ad Udine

«Ho ricordi molto belli di entrambe le esperienze; all'Inter sono arrivato che non ero ancora maggiorenne, ambientarmi non è stato facile ma ho trascorso anni stupendi, nei quali, grazie anche al mio allenatore nelle giovanili Cella, sono diventato uomo. Con i nerazzurri ho esordito nella massima serie, conquistando anche una Coppa Italia, manifestazione nella quale fui protagonista della finale, giocata proprio a Roma. A Udine, una città nella quale si vive benissimo, sono rimasto tre anni; peccato per quella retrocessione in Serie B, dovuta principalmente ai 9 punti di penalizzazione».

Riguardo a questa partita?

«Con i friulani non ho mai battuto l'Inter, ma mi rammento di una bellissima prestazione, mia e di tutta la squadra, a Milano, purtroppo terminata con una sconfitta per 2-1, era la stagione 85/86, segnarono Bergomi e Rummenigge che resero vano il nostro vantaggio, siglato da Andrea Carnevale».

Che giudizio si è fatto delle due squadre?

«L'Inter, aldilà di un rendimento talvolta altalenante, anche nell'arco della stessa partita, sta facendo un buon torneo ed è, secondo me, la vera favorita del campionato, assieme al Milan. Lo si è visto anche domenica sera nel derby d'Italia con la Juve. L'Udinese invece gioca bene ma ha un grave problema, stenta a trovare la via della rete, difetto che fa spesso evaporare quanto di bello viene costruito. Gotti ha lavorato bene, ma i suoi devono essere più concreti. L'obiettivo salvezza è alla portata, ma ci sarà da lottare fino alla fine».

Tatticamente che partita ne esce?

«C’è una grande differenza di valori tecnici in campo. Sarà l'Inter a fare la partita, con l'Udinese in attesa e pronta a far male in contropiede. In pratica sarà il bis della partita che i friulani hanno giocato mercoledì nel recupero con l'Atalanta, nella quale la supremazia territoriale della Dea è stata lampante».

L'Udinese potrebbe accusare questo sforzo?

«Sì, i friulani hanno speso molto contro l'Atalanta, e potrebbero risentirne, soprattutto nella parte finale del match».

I possibili match winner?

«In casa Inter la risposta è facile, molto facile, il duo offensivo composto da Lukaku e Lautaro, coppia affiatatissima e ben congegnata, con una punta forte fisicamente e l'altra più agile e tecnica. Nell'Udinese De Paul, tra l'altro in estate trattato proprio dall'Inter, è il maggior indiziato ma dico anche il portiere Musso, avrà molto da lavorare».

Come finisce?

«Beh, dopo la Roma, la squadra della città dove sono nato, queste due squadre sono i mie grandi amori calcistici e mi piacerebbe finisse in parità; detto questo inutile dire è l'Inter la vera favorita della partita». —

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