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Il quasi derby di Bruno Caneo la bandiera del Pisa che sogna di allenare la Regia

marco bertolini
Il quasi derby di Bruno Caneo la bandiera del Pisa che sogna di allenare la Regia

L’intervista / L’ex allenatore del Rieti, uno dei giocatori più amati dalla tifoseria nerazzurra, vive da anni a Poviglio 

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l’intervista

marco bertolini

Bruno Caneo è ormai un reggiano a tutti gli effetti, nato ad Alghero nel 1957, da molti anni vive a Poviglio dopo aver sposato una reggiana doc. Prima da calciatore e poi da tecnico ha vissuto il calcio lungo tutto lo stivale, con i quattro anni a Pisa, conditi da due promozioni e una Mitropa Cup, come punto più alto della carriera.

«L’esperienza in nerazzurro -dice - è stata sicuramente la più importante di tutte. Anconetani costruì una squadra che raggiunse la massima serie per ben due volte negli anni in cui la serie A era il campionato più bello del mondo ed in cui giocavano i calciatori più forti. Per me è un orgoglio averne fatto parte».

Che squadra si troveranno davanti i granata sabato pomeriggio?

«Il Pisa oramai è una società di categoria. Negli anni si è confermata con merito a questo livello grazie ad un’oculata politica societaria che è riuscita a far crescere giovani calciatori di prospettiva affiancati da atleti esperti».

Cosa dovrà temere maggiormente la Reggiana?

«Se parliamo di giocatori, i granata dovranno prestare particolare attenzione ai due attaccanti Marconi e Vido, come si è visto anche all’andata. Sono due atleti di assoluto valore per la Serie B. A livello generale credo che la vera differenza tra le due squadre sia l’esperienza: il Pisa è una squadra che si è consolidata con merito in questa categoria mentre la Reggiana è una neopromossa. Per questo i granata non dovranno mai far mancare attenzione e aggressività per riuscire a raggiungere un risultato positivo».

Nel match contro il Vicenza abbiamo visto un importante cambiamento tattico della Reggiana, crede che questo possa risolvere le recenti difficoltà dei granata?

«Non credo molto ai numeri quando parlo di moduli di gioco. Ciò che conta maggiormente è come interpreti ogni singola partita e con che intensità copri gli spazi sul campo. Sabato ho rivisto una Reggiana concentrata per 90 minuti che ha messo aggressività in ogni fase del match. Se i granata riusciranno a continuare su questa strada avranno tutte le possibilità di giocarsi la salvezza, in una lotta che coinvolge tutte le compagini dalla Cremonese in giù».

Come interpreta questo cambio tattico di mister Alvini?

«Credo che l’allenatore abbia voluto mandare un messaggio a tutta la squadra per invertire l’inerzia negativa innescata dal filotto di sconfitte. La Reggiana ha uno staff tecnico molto preparato e competente, supportato da una società solida. Questo cambiamento è riuscito a dare una scossa a tutto la rosa, come abbiamo visto in campo. Molte volte è necessario intervenire vigorosamente per far vedere alla squadra che si sta cercando di uscire dalle difficoltà in ogni modo».

Che partita si aspetta sabato?

«Credo che sarà una partita equilibrata dove i dettagli faranno la differenza. Reggiana e Pisa sono squadre che cercano di essere propositive ed aggressive per 90 minuti, ma riuscirà a prevalere solo chi sarà capace di interpretare al meglio ogni momento della gara».

Dopo l’esperienza al Rieti lei è fermo da qualche tempo. Che progetti ha per il futuro?

«Sto cercando un progetto serio da cui ripartire dopo le ultime sfortunate avventure, ma il sogno nel cassetto è sempre quello di poter allenare la Reggiana in futuro». —

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