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In Promozione è già una resa I presidenti in coro: «Impossibile ripartire»

Mauro Pinotti
In Promozione è già una resa I presidenti in coro: «Impossibile ripartire»

Le società reggiane che militano nel girone B  puntano l’indice sui costi dei tamponi, insostenibili per il mondo dilettantistico

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Mauro Pinotti

REGGIO EMILIA. Prima ancora di una decisione ufficiale, che magari arriverà fuori tempo massimo, è la realtà dei fatti a emettere la sentenza: per i campionati dilettantistici di calcio, almeno dalla Promozione in giù, si andrà direttamente a settembre.

Tutti i presidenti e direttori sportivi delle squadre di calcio che militano nel campionato di Promozione girone B, dal Brescello alla Riese ritengono che non ci siano i presupposti per una ripresa del campionato e che tutto dovrà essere rimandato alla prossima stagione 2021-22. Impensabile spendere decine di migliaia di euro per fare i tamponi ai calciatori prima delle partite. Pratica che poi dovrebbe essere estesa anche per i giocatori del settore giovanile. «I costi dei tamponi - dice Andrea Braglia, presidente del Brescello - sarebbero troppo elevati. Noi non vogliamo proprio ripartire. E poi gli allenamenti vanno fatti sul campo, tutti insieme e non uno da una parte e dall'altra. Non ci sono i presupposti per ricominciare a giocare». Dello stesso parere è Andrea Vaccari presidente del Boretto: «Impossibile fare i tamponi a tutti i tesserati. Credo che la stagione agonistica sia già finita». Fausto Filippini presidente del Luzzara, in linea con i suoi colleghi sostiene: «Non siamo società di serie A. Non possiamo accollarci spese extra. E' la Lega nazionale dilettanti che dovrebbe dare una mano alle piccole società dilettantistiche». Categorico anche Daniele Fornasari ds del Guastalla: «Ne abbiamo sentite tante in questi mesi: tutte proposte irricevibili. Non si possono caricare le società dilettantistiche di ulteriori spese". La pensa così anche Roberto Di Marzo, direttore sportivo del Fabbrico che sottolinea con amarezza come certi investimenti siano andati in fumo con questa situazione: «Abbiamo un campo in sintetico meraviglioso sul quale ora, cercheremo almeno di far giocare i ragazzi delle giovanili».

Anche Massimo Bertazzoni presidente della Riese sottolinea il tema dei costi: «I tamponi? Se li dobbiamo pagare noi non riusciamo a far fronte a spese simili».

Il tema principale, dunque, resta quello della ripresa dell'attività, che però è strettamente legato all'evolversi della pandemia delle eventuali misure restrittive varate nei Dpcm. In questi ultimi giorni s’è aperto uno spiraglio ma soltanto per l’Eccellenza. Ma nulla è ancora deciso. —

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