Gazzetta di Reggio

Sport

primo italiano a battere gli scandinavi  

Auguri a Franco Nones Compie ottant’anni una leggenda del fondo

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELLO DI FIEMME. Per festeggiare i 70 anni di Franco Nones, al suo paese, Castello di Fiemme, organizzarono addirittura una sfilata in carrozza. In occasione degli 80, che compie oggi, il Covid-19 mette un freno a ogni iniziativa. Niente feste pubbliche, ma in tanti rivolgeranno comunque auguri sinceri al campione olimpico 1968 di sci di fondo, al valligiano diventato leggenda dello sport, poi imprenditore di successo e dirigente dalle mille iniziative culminata con la conquista di tre edizioni dei Mondiali di sci nordico (1991, 2003 e 2013) per la sua Val di Fiemme.

Franco Nones è stato il primo “mediterraneo” capace di conquistare l’oro olimpico nel fondo, sulla distanza di 30 chilometri, quando aveva 27 anni e sette giorni, il 7 febbraio ’68 a Grenoble, entrando nella storia dello sci mondiale con la vittoria davanti ai due favoriti, il finlandese Martyranta e il norvegese Martinsen. L’oro olimpico gli valse anche il titolo mondiale, come era in uso allora. Si è trattato dell’ultima coincidenza perché poi i due eventi sono stati divisi. Tutti così ricordano l’oro olimpico, ed il titolo iridato è passato in secondo piano. C’è una medaglia a ricordarlo, che Nones conserva gelosamente come quella olimpica. «La gara di Grenoble è stata la svolta della mia vita – ha più volte dichiarato Nones – Probabilmente ho sorpreso molti tifosi, ma personalmente mi sarei meravigliato solo se non fossi salito sul podio. Durante la stagione, nessuno lo ricorda, feci 11 gare e il peggior piazzamento fu un quarto posto». Quando ne parla, Nones ricorda però sempre anche i compagni di fatiche e il piccolo gruppo che si era creato allora, guidato dal direttore tecnico Vittorio Strumolo, un milanese col piglio del manager ante litteram, e dal tecnico svedese Bengt Herman Nilsson. Dopo tanti sacrifici, compresi lunghi mesi di full immersion nei Paesi scandinavi, Nones insieme con Giulio De Florian (medaglia di bronzo nella 30 km ai Mondiali del 1962 a Zakopane), Gianfranco Stella e Franco Manfroi conquistarono una incredibile medaglia di bronzo nella staffetta ai Mondiali 1966 di Oslo, alle spalle di Norvegia e Finlandia, ma davanti alla Svezia campionessa olimpica in carica. Un annuncio di quel he sarebbe stato, l’alba del trionfo di Grenoble.

Solo pochi anni fa è stato girato un documentario sull’impresa di Grenoble, “A Passo d’Oro”, presentato al Salone d’Onore del Coni. «Quando mi hanno chiesto di farlo ero perplesso ma ho accettato perché raccontava seriamente la mia vita» . Ora Nones, in attesa di tornare “libero”, guarda già al 2026, quando la Val di Fiemme ospiterà i Giochi olimpici con le prove di salto, sci nordico e combinata nordica. Per lo sportivo, per l’imprenditore, per il valligiano, sarà allora davvero una festa. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google