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Esperimento fallito 

Castelnovese-Meletolese addio «Senza condivisione salta tutto»

N.R.
Castelnovese-Meletolese addio «Senza condivisione salta tutto»

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Castelnovo Sotto. La storia delle fusioni nel reggiano è variegata: accanto ad alcune riuscite, come Falkgalileo e Bibbiano San Polo, ce ne sono state altre che invece hanno conosciuto una fortuna inferiore. Basti pensare a Scandianese e Casalgrandese, che la scorsa estate hanno diviso le rispettive strade dopo meno di un anno: oppure al connubio tra Folgore Bagno e Rubierese, contraddistinto da buoni risultati sul campo ma archiviato a giugno 2020. Poi, la fine dell’annata 2019/20 ha anche sancito la conclusione del percorso comune tra Castelnovese e Meletolese. «La fusione risaliva al 2015, ed era stata pensata per dare un avvenire a entrambe le società - racconta Ennio Ruspaggiari, presidente della Castelnovese - Purtroppo, però, qualcosa è andato storto: ora il nome del nostro club ha perso il riferimento a Meletole, ed è stata una rinuncia inevitabile osservando la realtà dei fatti».

Dove nasce l’insuccesso dell’operazione?

«Quando queste idee naufragano, tutti coloro che ne sono coinvolti hanno una piccola o grande parte di responsabilità. Detto ciò, alcuni dirigenti non hanno recepito il senso e l’indirizzo dei programmi originari: così, loro si sono progressivamente allontanati».

Quest’estate la Castelnovese ha rinunciato alla Prima Categoria: se la fusione fosse andata meglio, avreste preso la stessa decisione?

«Se fossimo riusciti a seguire i piani stilati nel 2015, credo proprio che avremmo rinnovato l’iscrizione alla Prima. Ad ogni modo, non abbiamo rimpianti né tantomeno rancori: considerando le difficoltà del momento legate alla pandemia, siamo tutti convinti di avere fatto la scelta giusta ripartendo dalla Juniores provinciale. Peraltro, Dario Donelli è della stessa opinione: oltre a essere un attivissimo dirigente, lui figura pure tra i nostri sponsor più storici».

Numerosi addetti ai lavori credono molto nelle fusioni: tuttavia la vostra esperienza sembrerebbe suggerire l’esatto contrario, non crede?

«Nonostante tutto, io continuo a pensare che l’aggregazione tra società sia uno strumento utile per far fronte alle tante problematiche che interessano il calcio dilettanti: non solo a livello economico, ma pure per quanto riguarda l’individuazione di volontari che adesso sono sempre più difficili da trovare». —

N.R.

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