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Il Sassuolo acciuffa il pari al ’94 con Boga beffando il Cagliari

Stefano Aravecchia
Il Sassuolo acciuffa il pari al ’94 con Boga beffando il Cagliari

I neroverdi fanno la partita ma faticano molto in zona gol Per i sardi è la tredicesima partita di fila senza successi

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cagliari. Con la sua zampata a sessanta secondi dalla fine del recupero Jeremie Boga ha segnato un gol dal doppio effetto. Da un lato ha beffato il Cagliari, che dopo sei sconfitte di fila aveva in pugno una vittoria di importanza capitale. Ma nello stesso tempo Boga ha evitato al Sassuolo una sconfitta che avrebbe rappresentato un’ingiustizia. Vero che il calcio è determinato dagli episodi, e in questo senso il Cagliari fino al 94’ ha fatto meglio grazie ai miracoli di Cragno e alla rete di Joao Pedro, ma il Sassuolo per larghi tratti ha dominato la partita. Non solo quanto a possesso palla, ma anche per quanto ha cercato di creare. Finalizzando troppo poco per la mole di gioco creata, pagando l’imprecisione negli ultimi sedici metri e un Caputo ancora lontano dalla migliore forma. Comprensibilmente per Eusebio Di Francesco sono invece due punti persi. Il suo Cagliari non vince da una vita, stava per intascare una vittoria pesantissima per il morale e la classifica. E invece si deve accontentare di un pareggio, sicuramente più utile al Sassuolo che resta in corsa per l’Europa. Tredicesima gara senza successi per i sardi, che restano in terzultima posizione. Partiamo dalla fine. Sassuolo sotto di un gol, al minuto 88 De Zerbi si gioca l’ultimo cambio, togliendo Traoré per il giovane Oddei. L’arbitro concede cinque minuti di recupero, al termine del quarto proprio dai piedi di Oddei parte uno splendido cross, sull’altro lato Boga sbuca alle spalle di Sottil e pareggia. Non a caso molti neroverdi vanno a festeggiare l’esterno 2002 che con la sua giocata premia il movimento di Boga e la mossa di De Zerbi. Era stato Joao Pedro con un bel colpo di testa a un quarto d’ora dalla fine a dare l'illusione che la sfida con il Sassuolo potesse essere quella della svolta per il Cagliari. Ma i neroverdi pareggiando non hanno rubato nulla. Due dati su tutti: il possesso palla superiore (oltre il doppio) rispetto ai padroni di casa. E, per quel che può valere, il numero dei calci d'angolo: 14 contro i 3 del Cagliari. Come diceva Di Francesco ai tempi del Sassuolo “bisogna attaccare la porta, non la bandierina”. Vero, però quello dei corner resta un dato che testimonia la pressione esercitata da Locatelli e compagni alla Sardegna Arena. Ai neroverdi fino al 94’ è mancata la cattiveria per tradurre tutto quel possesso in gol. Nel primo tempo Sassuolo sempre padrone del campo, con Cragno decisivo su un colpo di testa Locatelli e soprattutto su quello a colpo sicuro di Djuricic poco dopo la mezzora. In precedenza il serbo aveva allargato troppo il diagonale a tu per tu con il portiere del Cagliari. Sul finire del tempo primo squillo dei sardi dalle parti Consigli, salvato dal palo sulla frustata di Nainggolan. Nella ripresa il Cagliari evita di finire sottoo grazie a un miracolo di Cragno sull’inzuccata di Traoré: i neroverdi gridano al gol sulla parata sulla linea ma il “braccialetto” dell'arbitro non suona. De Zerbi la vuole vincere, mette Lopez e Defrel per Obiang e Caputo. Lykogiannis salva in extremis Traoré, i sardi sembrano sull’orlo del precipizio ma all’improvviso passano: percussione di Sottil, palla a Marin, cross e incornata di Joao Pedro che rompe per il Cagliari un digiuno di gol lungo tre partite. Sembra fatta, ma i sardi commettono l'errore di arretrare troppo il baricentro. E Boga li punisce al 94’. —

Stefano Aravecchia

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