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In cerca del rilancio 

Nuovo modulo e mercato La Regia ha cambiato pelle

Roberto Tegoni
Nuovo modulo e mercato La Regia ha cambiato pelle

Mister Alvini ha modificato l’assetto ai granata nel girone di ritorno  Potranno contare su cinque giocatori d’esperienza in più rispetto all’andata 

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Roberto Tegoni

REGGIO EMILIA. Immeritata. La sconfitta di sabato è semplicemente immeritata per la Reggiana, uscita senza punti dall’Arena Garibaldi di Pisa e punita da un episodio sfortunato ad un sospiro dall’intervallo. Nessuno dimentica infatti il primo tempo della squadra di Alvini: squadra corta, attenta, in palla e anche desiderosa di giocare un bel calcio, veloce, palla a terra, come non capitava da tempo. Insomma, la Reggiana dei primi quarantacinque minuti è stata un’ottima Reggiana che ha portato al tiro i suoi centrocampisti grazie al lavoro dei due attaccanti, Ardemagni in particolare, che hanno aperto i varchi giusti.

Nessuno dimentica il primo tempo, del resto nemmeno il secondo. Il rovescio della medaglia è presto detto: essere belli conta finché hai ambizioni di alta classifica e a volte nemmeno in quelle occasioni. Per una squadra che vuole salvarsi, conta la “ciccia”. Vale a dire: cercare di mettere fieno in cascina per i tempi peggiori. Considerata la situazione attuale in classifica, già andare negli spogliatoi sullo 0-0 era un peccato, andarci sotto di un gol è stato un vero delitto. Resta comunque una prestazione, quella della prima frazione, decisamente incoraggiante.

La Regia del girone di ritorno assomiglia solo lontanamente alla squadra che ha affrontato il girone ascendente. Yao, Ardemagni, Del Pinto, Laribi e ora anche Siligardi. E forse non è finita qui. Doriano Tosi ha cambiato pelle alla Reggiana, Alvini l’ha riplasmata in campo. Probabilmente ci vorrà tempo perché il motore di questa macchina torni a girare a pieno regime. Intanto si diverte a dare qualche colpo di gas, ancorché in folle. La speranza è che quando questo motore tornerà a girare a marce ingranate, non sia troppo tardi, perché questa è sì una squadra viva, ma è anche rivoluzionata che ha la necessità impellente di fare punti. Rivoluzionata e ri-costruita con giocatori più esperti che, come nella stagione scorsa, culminata con la vittoria dei playoff, punta sulla voglia di riscatto dei singoli: Ardemagni non giocava da settembre, Laribi vuol dimostrare che può ancora dire la sua, Siligardi scende in cadetteria per rilanciarsi, così come Del Pinto. Tutti giocatori “fermi” da un po’ sui quali, tuttavia, è pronta ad accendersi la spia della precaria tenuta fisica. Del Pinto docet.

Dunque, la Reggiana dei prossimi mesi sarà necessariamente diversa. Idealmente, il lavoro di Tosi e Alvini nella finestra dei trasferimenti di gennaio porterà ad una formazione ridisegnata sul 4-3-1-2. Cerofolini in porta, difesa a quattro con Libutti, Rozzio, Ajeti e Gyamfi, centrocampo con Del Pinto, Rossi e Laribi, Radrezza in supporto della coppia Ardemagni-Siligardi. A nomi, un 11 interessante, con una panchina più lunga per affidabilità, pronta a dare continuità di rendimento. Il tutto a patto che l’infermeria non torni a riempirsi e che i giocatori inizino a rendersi conto della situazione in classifica che resta preoccupante, ancorché a portata di salvezza. Servirà dunque uno spirito più pragmatico da qui alla fine, e nello specifico nelle prossime tre partite in cui i granata affronteranno, oltre al Chievo, l’Entella e l’Ascoli, due dirette concorrenti. Già domenica non si potrà sbagliare, l’esperienza arrivata dal mercato dovrà palesarsi e concretizzarsi in punti preziosi. —

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