Pugni di altri mondi, gli oriundi azzurri Halit, talento turco cresciuto in Maremma
ROMA. Non solo Pamela Noutcho Sawa, infermiera laureata, originaria del Camerun, che lavora al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore di Bologna e che domenicai ha vinto l'oro nella categoria 64 kg dei campionati italiani Elite di pugilato. Il nome di Pamela si affianca a quelli di Olena Savchuk, Sirine Chaarabi, Halit Eryilmaz e Azziz Abes Mouhiidine. Sono, appunto, alcuni dei nuovi campioni italiani di pugilato Elite (quello delle Olimpiadi) le cui finali si sono svolte domenica fino a tarda sera sul ring del Pala Del Mauro di Avellino. Testimoniano, così come le medaglie d'argento di Alberto Leon Chavez e Nadia Flalhi, il volto della nuova Italia, sempre più multietnica, e lo spirito di sacrificio di questi connazionali non nati nel Paese che ora vogliono rappresentare al punto da scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella pur di ottenere una chance in azzurro. Lo ha fatto la ventenne Sirine Chaarabi, tunisina di nascita ma residente in Italia, a S. Prisco in provincia di Caserta, da quando aveva due anni. Per farle avere la cittadinanza e permetterle di boxare con la canottiera dell'Italia è stata lanciata una petizione su 'Change.org', mentre lei si è rivolta direttamente al Quirinale. Si è laureata campionessa italiana nei 57 kg. Nei 51 kg, una delle categorie dell'Olimpiade di Tokyo, ha vinto la ventiseienne Olena Savchuk, nata in Ucraina, ad Ostropol, ma ora soprannominata «orgoglio marsicano». Ex praticante di kickboxing, ha cominciato a dedicarsi al pugilato tre anni fa, dopo aver visto il film 'Million Dollar Baby' e ora il suo obiettivo è Tokyo, ovviamente con l'Italia. Halit Eryilmaz è il turco della Fight Gym di Grosseto, nuovo campione dei 56 kg e convocato nel settembre scorso per il raduno ad Assisi della Nazionale under 22. In lui crede molto l'olimpionico Roberto Cammarelle, ora tecnico di rango. E a proposito di pesi massimi: nei 91 kg detta legge Azziz Abes Mouhiidine, 22enne con madre campana, grande tifosa di Muhammad Ali e Tyson, e papà del Marocco. È chiamato “il Fenomeno” di Mercato San Severino, comune in provincia di Salerno dove vive ed è un autentico idolo. Fin da bambino ha sognato una maglia azzurra, e poi l'ha raggiunta in tre discipline: karate, kickboxing e pugilato, riuscendo ad essere, a livello giovanile, campione italiano in contemporanea in questi tre sport. È uno degli elementi di punta della squadra azzurra, ma il Covid gli ha impedito di combattere nel preolimpico di Londra che venne sospeso. Adesso è pronto per riprovarci, e intanto si gode i titoli tricolori e l'oro vinto nel 2018 agli Europei under 22 in Romania. —
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