Gazzetta di Reggio

Sport

INTERVISTA A RAFFAELLA CURIONI 

«In autunno si riparte e le società sportive avranno al loro fianco una Fondazione nuova»

MASSIMO SESENA
«In autunno si riparte e le società sportive avranno al loro fianco una Fondazione nuova»

L’assessore all’indomani del voto in Sala del Tricolore «Urgente una riforma dell’ente nato 14 anni fa»

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L’INTERVISTA

MASSIMO SESENA

«Quella approvata nell’ultima seduta del Consiglio comunale non è soltanto una mozione che impegna la giunta comunale. L’atto di Sala del Tricolore è il primo, fondamentale passo verso una vera svolta dello Sport a Reggio Emilia».

Nelle parole dell’assessore allo sport Raffaella Curioni è impossibile non notare una certa dose di enfasi. Perché c’è ed è spiegata con il fatto che la la giunta Vecchi vede nella mozione sulla riforma della Fondazione per lo Sport la possibilità concreta di voltare pagina. Ad esempio rispetto ai poco edificanti siparietti tra il direttore della Fondazione e la giunta comunale, sindaco in testa.

«Non accadrà più - dice l’assessore, facendo attenzione a non innescare una nuova polemica - che ci sia un “noi” e un “loro” tra l’amministrazione comunale e la Fondazione ».

Nel dibattito in Sala Tricolore, le opposizioni vi hanno rimproverato di aver scritto una mozione troppo generica...

«E io sono dell’idea opposta. E considero grave che le opposizioni non abbiano voluto dare il loro contributo in questa fase. Ci hanno anche detto che tanto avevamo già deciso tutto e che il loro intervento era inutile. Anche se mi aspettavo che le opposizioni votassero contro, mi sarei aspettata qualche idea, qualche proposta. E credo che abbiano perso una occasione. Il contenuto della mozione è chiaro: si dà alla giunta un indirizzo politico affinché si metta mano, con urgenza, a una riforma della Fondazione che oggi è necessaria e urgente».

Una “riforma necessaria e urgente”. Sembra di leggere una sconfessione dell’idea della Fondazione, nata sotto la giunta Delrio, nel 2007...

«Nessuna sconfessione: quattordici anni fa, l’idea della Fondazione per lo sport fu una intuizione intelligente e assolutamente centrata su quella che era allora la situazione degli enti locali e dello sport. Ma sono passati, appunto, 14 anni e non è esagerato dire che è cambiato il mondo. Gli enti locali avevano allora margini di manovra diversi rispetto ad ora. E sicuramente c’erano anche più soldi da spendere».

Poi è arrivata persino una pandemia che se da un lato ha esacerbato lo scontro sulla Fondazione, dall’altro può aver creato le condizioni per una ripartenza. Penso ai soldi che stanno arrivando...

«Per questo non è più rinviabile un approccio diverso al tema dello sport che per quanto mi riguarda non dovrà più avere un ruolo ancillare tra le politiche di una buona amministrazione. Al contrario, sono assolutamente convinta che le politiche dello sport e più in generale del benessere e degli stili di vita, assieme a quelle della scuola, debbano diventare centrali in questo momento in cui le città cercano di ripartire».

Tutto bellissimo, ma qualcuno potrebbe obiettare che non c’era bisogno di portare la questione in Consiglio comunale.

«Secondo me, invece, l’esigenza di un passaggio davanti al più alto organo della rappresentanza di una città era indispensabile, anche perché proprio questo passaggio è una tappa del percorso che abbiano iniziato un anno e mezzo fa assieme all’attuale consiglio di gestione della Fondazione che con la giunta si è messo in ascolto delle 120 società di sport dilettantistiche reggiane di cui abbiamo ascoltato le richieste, stando al loro fianco soprattutto in questo momento. Penso, all’erogazione di 260mila euro a sostegno delle società sportive: credo che nel pieno di una emergenza pandemica come quella che abbiamo vissuto, quello stanziamento sia stato un segnale forte».

È questo che immagina nel futuro della Fondazione?

«No, sarebbe riduttivo. Nella mia idea c’è una profonda riforma degli strumenti che adesso stiamo usando. Ma non penso soltanto allo Statuto, che certamente va riformato e che certamente porterà questo iter a tornare in Sala del Tricolore».

Invero, da anni si parla di riformare lo Statuto della Fondazione per scongiurare in futuro scontri tra l’organo d’indirizzo e l’organo tecnico...

«Non ho nessuna intenzione di assistere alle scene di qualche mese fa. Niente personalizzazioni, la gente non capirebbe. Io credo invece che si debba rafforzare il legame tra l’amministrazione comunale e l’attuale cosiglio di gestione della Fondazione a cui, anche attraverso l’affidamento ad essa di poteri e facoltà assai più grandi di quelli di cui dispone ora. In questa partita tutto può essere messo in discussione».

Lei ha sottolineato più volte l’urgenza di questa riforma. Che tempi vi siete dati per portarla a compimento?

«A settembre tutti speriamo di essere tornati a una normalità che ci manca da troppo tempo. Spero che in questa normalità rientri anche tutta l’attività sportiva. Ecco, l’obiettivo è arrivare a quell’appuntamento con tutti gli strumenti finalmente adeguati». —





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