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L’intervista 

«Ora inizia un nuovo campionato e la Reggiana si è rinforzata»

Jacopo Della Porta
«Ora inizia un nuovo campionato e la Reggiana si è rinforzata»

Pierpaolo Bisoli da calciatore e poi da allenatore naviga da tempo in categoria «Ardemagni e Laribi acquisti importanti: la differenza con la C è il fattore fisico»

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Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA. «La Reggiana si è mossa molto bene sul mercato di gennaio. Ho allenato Ardemagni e conosco Laribi. Se Alvini, che è un ottimo allenatore, riuscirà a integrarli bene, la squadra lotterà fino alla fine per salvarsi e sono convinto che possa farcela». Pierpaolo Bisoli, ex calciatore ed allenatore con una grande esperienza tra serie A e B, ha seguito con attenzione il mercato dei granata (che ha affrontato a novembre allo stadio Città del Tricolore quando sedeva sulla panchina della Cremonese prima dell’arrivo di Pecchia).

Mister Bisoli, davvero quest’anno la serie B è più impegnativa del solito?

«È una campionato molto difficile, non ci sono squadre materasso e non ci sono quelle che stanno ammazzando il campionato. Questo vuole dire che si può vincere o perdere con chiunque. Il livello è molto alto».

Nel girone di ritorno cosa si aspetta?

«È iniziato un altro campionato. Prima di tutto perché le squadre sono tutte più accorte. Tutte cercheranno di non fare errori e se in difficoltà cercheranno di portare a casa almeno un punto invece di tentare la vittoria».

Poi c’è il mercato, che ha cambiato i valori.

«Davvero, si sono mossi tutti tantissimo. Non solo la Reggiana, penso all’Ascoli, il Pescara e altre. Per mantenere la categoria sono state investite somme importanti».

L’impatto dalla C alla B è stato molto duro per i granata.

«Partiamo da un presupposto. La serie A è una storia del tutto diversa dalla serie B. Invece la differenza tra serie C e B è soprattutto fisica. All’inizio, con l’entusiasmo, puoi sopperire ai limiti. Ma poi il fattore fisico diventa importante nel corso della stagione. Le squadre neopromosse spesso devono fare i conti con questo cambiamento. Le difficoltà insorgono per questo motivo».

La Reggiana grazie al mercato ha alzato il livello fisico e tecnico del gruppo.

«Ardemagni l’ho allenato a Perugia e aveva fatto bene. È un leader, una persona generosa, oltre che un bravo calciatore. Laribi l’ho seguito a Cesena e anche lui è forte. Gli altri li conosco meno ma so ovviamente da dove vengono».

Mister Alvini ha cambiato modulo, cosa ne pensa?

«Ho visto, il passaggio al 4-3-1-2 dipende dal fatto che vuole verticalizzare di più il gioco. Il calcio moderno, basta guardare la serie A, si sta orientando in questo senso. Non tanto possesso palla ma verticalizzazioni rapide».

La Reggiana ha vissuto un periodo di crisi, con 5 sconfitte consecutive. In quei momenti il rischio è quello di perdere fiducia nella possibilità di salvarsi.

«Tutte le squadre in B attraversano momenti di crisi, anche quelle che stanno in alto. Se sono brave a superare la “buriana” poi ripartono».

Mister Alvini non è mai stato messo in discussione, anche nei momenti più duri. Non è una rarità in questo calcio impaziente di oggi?

«La società è stata brava, perché se i giocatori seguono l’allenatore si può uscire dal momento di difficoltà e la Reggiana lo farà».

Nella sfida di novembre che impressione le ha fatto la Reggiana?

«Ha giocato un bel primo tempo e ha mostrato dei valori. Poi nella ripresa noi abbiamo cambiato modo di giocare e abbiamo trovato il pareggio nel finale». —

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