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Ripensare l’attacco per tornare a volare

Linda Pigozzi
Ripensare l’attacco per tornare a volare

Troppi tiri forzati e zero organizzazione dietro al ko a Brindisi In fase offensiva la Unahotels è la peggiore della Lega 

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Linda Pigozzi

reggio emilia. Condannata da un attacco debole, dall’inconsistenza a rimbalzo o più semplicemente dalla stanchezza?

Cosa ha portato la Unahotels a cadere al pala Pentassuglia nonostante - sia detto - la buona volontà dimostrata anche negli ultimi minuti del posticipo del lunedì sera?

La stanchezza di una settimana on the road fra l’Olanda e l’Italia di certo ha influito. E l’ha fatto forse più nella testa che nelle gambe, pure evidentemente piuttosto pesanti.

L’anticipo interno con Trento, poi il volo per l’Olanda e le tre gare nella “bolla” di den Bosch, prima di planare su Brindisi per la Monday Night con l’Happy Casa: cinque partite in nove giorni, con annessi voli e trasferimenti, è evidente che abbiano provato un team oltretutto incompleto.

La stanchezza s’è vista nei vuoti del terzo periodo in cui i brindisini hanno ricacciato indietro gli avversari reggiani, arrivati a impattare dopo una bella progressione. C’è però altro dietro al ko in terra pugliese così come alle prove opache in Olanda, c’è un problema ormai divenuto cronico in fase offensiva.

Lo dicono i numeri ma lo dice anche e soprattutto altro.

Le statistiche mostrano come la Unahotels sia l’ultima della lega per produzione offensiva. La media punti di 76,2 è il dato in assoluto peggiore, figlio del misero 47,8% da due più che del 34,4% da tre. Dall’arco, in serie A, c’è anche chi sa far peggio.

Brindisi, ad esempio, dall’arco non va oltre il 32,8% ma dietro i biancorossi per efficacia dai 6,75 figurano anche Treviso (34,2%), Cremona (34,2%), Fortitudo (33,7%) e Varese (33%).

La Unahotels s’è vista affibbiare il titolo di peggior attacco della serie A non tanto perché le manchino tiratori.

Anzi, a dirla tutta, il “materiale umano” di base è buono e perfino con l’ultimissima addizione, quella di Koponen, ha portato in squadra un tiratore sopraffino. A mancare negli ultimi mesi è un’organizzazione di gioco ragionata.

Tanti errori nascono infatti da tiri affrettati, presi con evidenti forzature. La fluidità del gioco che aveva caratterizzato il team nei mesi iniziali della stagione è solo un lontano ricordo.

Fra i motivi spicca sicuramente trattamento che gli avversari riservano a Brandon Taylor.

In molte gare, il regista è stato assediato. Spesso i piani partita avversari vengono studiati con l’obiettivo di limitarlo al massimo, in modo tale che tutto il gioco offensivo della Unahotels ne risenta.

Di suo, il team non dispone di un altro elemento che possa unire fosforo e doti di passatore tali da poter essere considerato un’alternativa valida, così che troppo spesso si vivacchia, forzando tiri e sperando che l’uomo non venga battuto in uno contro uno.

A questo punto, vista la classifica e considerato il valore delle dirette concorrenti nella corsa ai playoff, riorganizzare l’attacco diventa un’urgenza.

Ovviamente c’è pure la questione rimbalzi.

L’assenza di Elegar, centro titolare e miglior rimbalzista del lotto reggiano, ha creato non pochi problemi sotto le plance a Brindisi, così come in Olanda.

Al pala Pentassuglia, alla conta finale, la battaglia s’è conclusa con 43 a 35 per i biancoblù di casa, ma la differenza vera l’hanno fatta i rimbalzi offensivi: 12 per i brindisini, 4 per i reggiani. Cioè Brindisi ha potuto disporre di 8 tiri in più della Unahotels. —

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