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Il Csi reggiano parte in contropiede «Pronti a ricominciare con i campionati»

nicolo’ valli
Il Csi reggiano parte in contropiede «Pronti a ricominciare con i campionati»

L’annuncio del presidente provinciale Alessandro Munarini che vede nel 22 marzo la data per un nuovo inizio

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l’intervista

nicolo’ valli

Il momento non è ancora arrivato, ma si intravede ormai all’orizzonte.

Il Csi reggiano mette nel mirino la ripartenza delle proprie attività ed annuncia: dal 22 marzo, compatibilmente con i decreti ministeriali, si ritorna a giocare e disputare i campionati. L’annuncio arriva da un comunicato che giunge davvero inatteso.

Una scelta singolare in un periodo come quello attuale ma dettata principalmente da una ragione: ridare vivacità ed entusiasmo ad un movimento fermo da un anno. Alessandro Munarini, presidente fresco di secondo mandato, delinea gli obiettivi dei prossimi mesi.

Presidente, ma davvero si riparte?

«Noi ci proviamo. La proposta progettata dalla Direzione tecnica e condivisa in Consiglio è quella di ricominciare dalla data simbolo di lunedì 22 marzo, nel rispetto di tutte le norme sanitarie: al momento questo è possibile solo per le categorie ritenute dal Coni d’interesse nazionale, ma se il prossimo governo lo permetterà estenderemo anche alle altre».

Le società sono d’accordo?

«Il nostro responsabile tecnico Giovanni Codazzi è ormai un anno che sta leggendo ed analizzando i regolamenti emanati dal governo per capire cosa si può e non si può fare: in questi giorni abbiamo mandato a tutte le società sportive una mail per capire qual è la loro posizione: c’è chi è favorevole e chi ha dubbi, ma insieme a loro decideremo».

A fine marzo i tornei riprenderanno con i gironi ed il format pensati per settembre?

«È evidente che nella stagione 2020-2021 i campionati come siamo abituati ad intenderli non li potremo svolgere. L’obiettivo è, per le società che lo vorranno e lo riterranno opportuno, tornare in campo perché è troppo tempo che siamo fermi e vogliamo dare un segnale di speranza. Non ci sarebbero a mio avviso grossi problemi ad organizzare dei mini tornei o delle giornate ludiche».

Le diverse federazionisportive stanno andando verso uno stop definitivo, mentre voi ripartite. Avrete gli occhi puntati addosso...

«Per le Federazioni è molto difficile pensare ad un campionato che possa durare solo due mesi, considerato che non sono praticamente neanche iniziati. Noi siamo invece un ente di promozione sportiva, ed abbiamo obiettivi diversi. Sappiamo che ci guarderanno in tanti ma questo da un certo punto di vista ci stimola. La priorità resta ovviamente l’aspetto sanitario e ripartiremo solo se le condizioni legate alla curva epidemiologica lo consentiranno».

Finirete come di consueto ad inizio giugno o pensate di allungare i tempi?

«Stiamo valutando, non ci siamo ancora dati nessun limite. In ogni caso l’attività del Centro sportivo italiano di Reggio anche negli altri anni è sempre andata avanti in estate, basti pensare alle gare podistiche piuttosto che al Torneo della Montagna».

E qui tocchiamo un tema che interessa a molti appassionati ed addetti ai lavori: il “Montagna” si farà?

«L’anno scorso insieme ai club abbiamo deciso di annullarlo, proprio perché veniva a mancare l’aspetto sociale e folcloristico che è alla base di questa competizione. Non vorremmo rinunciarvi anche quest’anno, e allora dico: se i Dilettanti non riuscissero a giocare causa assenza di pubblico, perché non fare il Torneo Amatori?»

Una bella idea, ma sicuramente l’appeal sarebbe diverso. È d’accordo?

«Per il turismo probabilmente sì, per i dirigenti e gli abitanti del posto no. L’anno scorso abbiamo organizzato il Torneo della Montagna Virtuale e mi hanno riferito di cittadini che si ritrovavano nei bar per giocare e seguire le vicende della squadra del paese».

A livello economico chiederete altri contributi alle società?

«Su questo tema c’è una proposta importante a livello nazionale, ma dobbiamo ancora capire bene il da farsi. Stiamo studiando tutti i piani ma due cose sono certe: Il Csi è pienamente a fianco delle società, e la ripartenza agonistica non è dettata da ragioni economiche».

Nei prossimi mesi il lavoro non mancherà, ma verranno in vostro aiuto i ragazzi del Servizio Civile...

«Un altro motivo d’orgoglio. Dedicheremo parte delle ore riservate ai sei “obiettori” per progetti con le società sportive, proprio per aiutarle nella quotidianità ed a lungo termine». —

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