Radrezza si dichiara: «Resto qui per la Reggiana e la mia fidanzata»
Il fantasista è stato cercato dal Brescia nella finestra di mercato: «A Reggio sto bene e nello spogliatoio sono quello che porta allegria»
REGGIO EMILIA. «A Reggio Emilia sto benissimo ed in questo momento è la società migliore per la mia crescita. Nell’ultimo mese ci sono stati degli interessamenti sul mio conto ma non ho mai pensato di andarmene: l’obiettivo è ottenere la salvezza con la Reggiana». Igor Radrezza rompe il silenzio, e tiene a sottolineare il legame sempre più stretto con la città e la squadra; il Brescia l’ha cercato e avrebbe fatto carte false per portarlo in Lombardia, ma il fantasista ha ancora tanta volontà di dimostrare il proprio potenziale con la maglia granata.
Come ha vissuto le settimane del calciomercato?
«Non nego che è stato particolare, a gennaio non mi era mai capitato di affrontare questa situazione. Leggere e sentire tante volte il tuo nome inevitabilmente ti condiziona, ma il rapporto con la società è sempre stato chiaro sin dall’inizio e con direttore e mister sono bastati cinque minuti per capirci».
Mai avuto dubbi, quindi, sulla permanenza?
«Mai. Qua ho tutto per stare bene: la città è piacevole, con società, allenatore e compagni mi trovo benissimo ed ho anche trovato l’amore con una ragazza reggiana».
C’è chi ha fatto riferimento a possibili screzi interni, o ha male interpretato la sua uscita dal campo contro il Vicenza...
«Purtroppo sono state dette cose non vere. Io non ho mai avuto uno screzio con nessuno, ed anche in spogliatoio sono quello che porta allegria e vivacizza l’ambiente, oltre ad essere l’unico atleta della rosa che non ha saltato una gara. Col Vicenza sono uscito arrabbiato, è vero, ma non certo perché ce l’avessi con qualcuno».
E per cosa, allora?
«Per il terreno di gioco, che è ormai diventato imbarazzante. Non deve essere un alibi e non abbiamo bisogno del tappeto verde per salvarci, ma per un giocatore con le mie caratteristiche giocare in un campo rovinato non aiuta».
Domenica arriva l’Entella: gara da vincere a tutti i costi?
«È uno scontro diretto e cercheremo di vincere facendo la nostra partita, ma è importante non perdere. Questo deve essere l’obiettivo da qui a maggio: perdere meno partite possibili e fare punti ogni volta che se ne ha la possibilità».
Da un punto di vista tattico ha beneficiato del cambio di modulo?
«Il mio ruolo è sempre quello di vertice alto. Recentemente abbiamo cambiato qualcosa a livello complessivo, in quanto abbiamo bisogno di qualcosa di diverso rispetto a prima. Siamo comunque una squadra che ha varie opzioni tattiche».
Con gli arrivi di Del Pinto e Laribi il centrocampo ha aumentato la qualità, non trova?
«La carriera di questi acquisti parla da sola e ci daranno una mano. Il mercato portato avanti dalla società è stato importante, anche se il mio modo di giocare non è cambiato più di tanto».
Dalla B alla D e ritorno, in pochi anni. Una bella soddisfazione...
«Negli ultimi anni ho fatto diversi passi in avanti, il mio percorso è una storia bella e rara da trovare nel calcio, ma credo di essermelo meritato».
Com’è nato quell’eurogol proprio contro il Brescia?
«Questione di istinto. Quando mi sono rialzato mi sentivo veramente dentro l’azione e percepivo che quella palla sarebbe dovuta entrare a tutti i costi. In granata ho fatto pochi gol, ma molto belli. I prossimi? Vorrei fossero utili».
Durante la cerimonia di consegna del Primo Tricolore ha ripensato alla cavalcata dello scorso anno?
«È stata una bellissima cerimonia, anche se purtroppo svolta alla presenza di poche persone a causa delle restrizioni. Se ripenso ancora al 22 luglio mi vengono i brividi: dopo 21 anni abbiamo regalato qualcosa di importante alla città, e vogliamo continuare su questa lunghezza d’onda”.
Vuole lanciare un messaggio ai tifosi?
«Non ho i social, non li amo. Ciò nonostante ho ricevuto tantissimi messaggi d’affetto; sono qui da solo un anno e mezzo ma credo di aver dato tanto: voglio ringraziare tutti e dire loro che daremo tutto per conquistare la salvezza». —
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