Raimondi e il motociclismo, una questione di famiglia
Il 22enne borzanese gareggia nel Campionato Italiano Velocità con il Lucky Racing Team «Mio padre correva e ha allestito una squadra apposta per me»
Aldo Spadoni
Albinea. Il 22enne Andrea Raimondi è una delle più belle promesse del motociclismo reggiano, vive a Borzano di Albinea, si è diplomato all’Istituto Tecnico Scaruffi-Levi-Tricolore e con il Lucky Racing Team gareggia nel Campionato Italiano Velocità con una Moto3 TM.
Quando e perché ha iniziato a praticare il motociclismo?
«Ho ereditato la passione da mio padre che correva in pista con una moto Honda 125 GP a due tempi, ha disputato il Campionato Europeo e Italiano con buoni risultati e quando gli ho detto che anch’io volevo correre in moto ha allestito una squadra per me sempre sotto i colori del Lucky Racing Team, il team creato appositamente per farlo debuttare nell’Europeo».
Qual è stata la sua prima moto?
«La mia prima moto è stata la Moto3 Honda NSF 250R, con la quale il primo anno, nel 2012, con il mio attuale capo tecnico Ezio Pironi, ho iniziato i primi passi. L’anno successivo ho disputato il Trofeo Honda ed è stato bellissimo perché ho gareggiato al Mugello, Imola, Misano Adriatico e Vallelunga, dove ho ottenuto il mio primo podio, tutti circuiti che avevo visto solo come spettatore».
Ha praticato altri sport in precedenza e quali sono le sue passioni oltre le due ruote?
«Ho praticato calcio e karate. Nel tempo libero amo uscire con gli amici, ascoltare musica, guardare film e serie TV».
Quanto tempo dedica a questo sport e quali sono i sacrifici che deve sostenere per portarlo avanti in modo soddisfacente?
«Sacrifici nessuno perché quello che faccio mi appassiona, devo fare palestra, bicicletta e soprattutto vado a correre; ora nel periodo invernale cerco di tenermi allenato nonostante le difficoltà dovute al Covid-19 e stare a dieta, ma la cosa non mi dà problemi».
Nella sua giovane carriera quali sono le vittorie che ha già raggiunto?
«Nel Trofeo Honda ho ottenuto diverse vittorie e spesso sono andato a podio, il titolo mi è sfuggito nel 2015, dove sono giunto secondo e terzo nel 2016, mentre nel 2018 ho vinto il Trofeo MotoEstate».
Cosa si aspetta dal futuro?
«Spero di continuare a divertirmi come sto facendo ora, di riuscire a disputare una gara nel mondiale e in futuro di continuare la tradizione di famiglia».
Tutti motociclisti in famiglia?
«Mia sorella più giovane per il momento fa ginnastica artistica, vedremo in futuro». —
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