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Diavoli domani a Rovigo, per Rufolo è un tuffo nei ricordi

Diavoli domani a Rovigo, per Rufolo è un tuffo nei ricordi

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REGGIO EMILIA. Nel Valorugby che domani va a Rovigo per giocare la terza giornata di ritorno del Peroni Top10 in casa della prima della classe non mancano giocatori che al “Battaglini” hanno macinato chilometri in campo.

Tanti, infatti, gli ex “bersaglieri” che vestono la maglia del Valorugby: Rodriguez, Muccignat, Farolini, Majstorovic e soprattutto Edoardo Ruffolo, che di Rovigo è stato per due anni capitano nonché protagonista della conquista dell’ultimo Scudetto dei veneti.Toccato duro ad inizio match contro il Viadana, Ruffolo sarà comunque della partita.

Problema risolto?

«Sì, per fortuna l’infortunio all’occhio è meno grave del previsto e quindi sarò a disposizione del coach per la partita. Io sono sceso dal campo con la squadra in vantaggio, ma mi prendo la responsabilità insieme ai miei compagni per la figuraccia che abbiamo fatto contro il Viadana. Abbiamo commesso roppi errori difensivi, errori che non ci possiamo permettere di replicare a Rovigo che, oltretutto, ha un gioco simile a quello dei rivieraschi».

Come ha reagito la squadra alla “batosta” con il Viadana?

«Benissimo. In settimana abbiamo lavorato duro, concentrati, compatti attorno al nostro staff tecnico. Dopo un brutto scivolone c’è sempre tanta voglia di riscatto e abbiamo la fortuna di avere una partita come quella contro Rovigo perfetta per cancellare la sconfitta di sabato scorso, C’è voglia di ripartire subito».

Per Ruffolo, il campo di Rovigo non ha certo segreti. Paura di sbagliare spogliatoio domenica?

«No, perché ci sono già tornato quando vestivo la maglia del Viadana. Vi confesso che in quell’occasione piansi sotto la tribuna Quaglio per l’affetto e i cori dei tifosi. Bello sapere di aver lasciato un bel ricordo come uomo e come giocatore. Sono stato a Rovigo cinque stagioni, due da capitano, portando la squadra allo Scudetto. Sono ricordi indelebili, peccato che domenica non ci saranno i tifosi, ma sarà bello riabbracciare vecchi compagni come Lubian e Molberg».

Tre sconfitte in nove partite: gli obiettivi del Valorugby escono ridimensionati da questo girone d’andata?

«Assolutamente no, non siamo ridemsionati. L’obiettivo è unico ed è quello che ci ha chiesto il nostro presidente. Vogliamo portare il primo storico Scudetto a Reggio Emilia, non ho paura a dirlo. Ma chiaro, questo è un campionato molto più complicato del previsto, non ci sono squadre materasso e, a parte Petrarca, tutte le big sono andate incontro a qualche battuta d’arresto. L’importante è continuare a crescere nel nostro percorso e farci trovare pronti in primavera quando ci si giocherà il titolo nel rush finale». —

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