Batosta dell’Italia (10-50) contro la Francia ma con esordio di Rimpelli
Alessandro Cecioni
ROMA. I bookmakers del rugby sanno di cosa parlano. Davano la sconfitta dell’Italia con 40 punti di scarto, e con la Francia, nel primo incontro del Sei Nazioni 2021, è finita 10 a 50, con sette mete dei francesi (Cretin, Fickou, Dulin, Vincent, Dupont, man of the match, e due volte Thomas) e una dell’Italia (Sperandio). Franco Smith ci mette mezz’ora a capire che la sua idea di mettere prima la squadra più debole e poi quella più forte non è delle migliori e, cosa mai successa, al 30’ escono Riccioni e Rimpelli, esordiente richiamato all’ultimo secondo dalla tribuna per un problema di Traoré. «Il piano era questo – dice il ct azzurro Franco Smith – dovevo far giocare Rimpelli e Riccioni che praticamente in questa stagione ha fatto solo una partita. Hanno fatto bene, solo che hanno potuto fare solo una mischia, un po’ poco». «È stata difficile, dura sotto tanti punti di vista», dice Daniele Rimpelli, reggiano, pilone delle Zebre, che ha saputo che sarebbe sceso in campo pochi minuti prima dell’incontro. «Siamo una squadra con tanti innesti giovani – continua – la partita di oggi (ieri per chi legge, ndr) serve a crescere. Stiamo facendo un percorso verso il Mondiale e siamo sicuri che continuando lavorare così, credendo nel sistema, ci faremo trovare pronti per Francia2023. L’esordio? Bellissimo, un sogno e ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile che si realizzasse».
Una cosa dobbiamo dare a questa Italia, ha cercato di giocare il possesso con fasi multiple, aprendo il prima possibile i palloni sui tre-quarti cercando di fare arrivare la palla il prima possibile a Ioane, ariete australiano alla seconda presenza azzurra. «Palla in mano abbiamo fatto bene – dice ancora Smith – certo se si guarda solo al risultato le cose sono andate male, ma, ripeto, io ho visto una grande volontà di attaccare. E anche le mete che abbiamo subito sono venute da turn over, in tre casi, e da nostri errori».
Abbiamo solo il 76% di placcaggi portati a termine (27 errori su 113 tentativi), una statistica impietosa. «È vero che in difesa ci sono ancora cose da mettere a posto, ma per varie ragioni non possiamo allenarci con un contatto troppo violento, dobbiamo salvaguardare i giocatori. Sono sicuro che la prossima settimana faremo meglio».
In effetti i primi tre punti azzurri, calcio piazzato di Paolo Garbisi, sono arrivati dopo diciotto fasi di attacco, una cosa che non si vedeva da molto tempo. E sarebbe arrivata anche un’altra meta se Varney non avesse passato in avanti il pallone a Ioane dopo una bella incursione dalla parte chiusa. E bene è andato Brex, altro esordiente, con un break al 4’ minuto che avrebbe potuto portare l’Italia avanti purtroppo nessuno si è presentato al suo fianco per permettere un riciclo.
La seconda meta francese è arrivata sugli sviluppi di una touche di penalità che i francesi avevano ottenuto per un palese fuorigioco di Bigi. «Mi assumo tutta la responsabilità, ero entrato nel raggruppamento per bloccare l’uscita del pallone, ma ho sbagliato», dice il capitano azzurro. Ci sono stati degli errori di lancio in touche. —
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