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Reggiana, un successo firmato Max&Karim

Jacopo Della Porta
Reggiana, un successo firmato Max&Karim

Dopo un primo tempo pessimo, Alvini ha cambiato modulo e Laribi nel ruolo di trequartista ha ribaltato la Virtus Entella

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REGGIO EMILIA. Nella sconfitta di Pisa, oppure di Ferrara, avevamo sottolineato gli aspetti positivi di quelle prestazioni. Non per una vocazione all’ottimismo acritico o, peggio ancora, per mancanza di obiettività. Ma perché fermarsi solo al risultato dei 90 minuti, che pure conta assai, è riduttivo e spesso non fornisce alcuna chiave di lettura in prospettiva.

Per lo stesso motivo, però, dobbiamo guardare con altrettanto realismo a quello che non è andato nella vittoria di domenica sera con la Virtus Entella. Il primo tempo è stato, senza voler essere troppo severi, da retrocessione diretta.

Forse la squadra ha sentito il peso di una partita che non si poteva perdere.

Se l’aspetto psicologico ha influito, lo si capirà domani a Verona, dove invece Rozzio e compagni non partono con i favori del pronostico. Dunque questo fardello delle aspettative non dovrebbe esserci.

Zero tiri in porta in 45’ e aver rischiato di prendere due o tre gol, rappresentano un campanello d’allarme indiscutibile.

Il cambio di uomini e di moduli nel corso della partita conferma quello è che un dato di fatto, che non andrebbe nemmeno ribadito. Massimiliano Alvini sa leggere le partite e non è uno di quei teorici talmente innamorati delle proprie idee da trascurare la conferma del campo. Dunque, da questo punto di vista, possiamo dormire sonni tranquilli e risparmiarci cervellotiche analisi o presunte soluzioni da porgere al tecnico.

Va anche detto, con chiarezza, che con la Virtus Entella la partita l’ha portata a casa prima di tutto un giocatore. Perché il gol di Laribi è stato un lampo nel buio fitto. Un’invenzione tutta sua. Perché va bene la squadra, va bene il gioco e il modulo, ma poi nel calcio servono anche giocatori che sappiamo giocare a questo sport. E Laribi è uno di quelli e lo ha fatto vedere anche a Pisa.

Karim ha preso per mano i compagni (il suo nome, guarda caso, significa generoso), che hanno avuto il merito di crederci e mettersi a giocare anche loro.

Fatta questa premessa, e ricordato il ruolo che il centrocampista ha avuto nel propiziare il raddoppio di Muratore (in tandem con Ardemagni), possiamo ritornare ai discorsi sulla tattica. Alvini ha cambiato assetto tre volte nel corso della partita. È partito con il 4-3-1-2 che ha inaugurato con il Vicenza. Per tutto il primo tempo il centrocampo non ha fatto filtro, a differenza delle precedenti due gare.

A inizio ripresa Muratore ha rilevato Siligardi: l’ex Parma, appena arrivato, non può certo essere giudicato in modo negativo. Fatto sta che il nuovo assetto, con Laribi e Radrezza alle spalle di Ardemagni (cosiddetto albero di Natale), ha portato a ribaltare la gara in pochi minuti. In seguito il tecnico è passato alla difesa a 5, con Ajeti, Rozzio e Gyamfi centrali, e Libutti e Kirwan sugli esterni.

L’allenatore ha ragione a non volersi fossilizzare troppo in questi discorsi sul modulo. La Reggiana del primo tempo, prima della scintilla, difficilmente avrebbe cambiato passo con un altro assetto.

Vedremo se nelle prossime partite Laribi sarà utilizzato ancora nel ruolo di trequartista. Di certo lui e Radrezza hanno dimostrato di avere le caratteristiche per impensierire le squadre avversarie. —

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