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Bagno di sangue al Forum: la Unahotels eliminata da Milano

Linda Pigozzi
Il coach biancorosso Antimo Martino
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Il coach biancorosso Antimo Martino

Domina l'AX nel quarto di finale con i reggiani, decimati sotto canestro. Il match va in archivio con il risultato di 80 a 52

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REGGIO EMILIA.  re e bagno di sangue è stato.
Nella gara d’esordio della Final Eight di Coppa Italia, la Unahotels viene colpita al cuore dalla micidiale Milano, regina della serie A e maggior accreditata a sollevare il trofeo, ed esce di scena.
All’intervallo il risultato è già scritto nell’arena di Assago con i reggiani che pagano l’assenza degli infortunati lunghi Elegar e Johnso, cui s’è aggiunta quella di  Sutton, messo fuori squadra e ora ufficialmente sul mercato causa frizioni con il tecnico Antimo Martino.
La miglior difesa del campionato, quella dell’AX, limita poi a 52 punti il peggior attacco della Lega, quello della Unahotels incapace di metterla dall’arco per tutto un primo tempo, in cui accumula errori su errori che si traducono poi in un  0/16.
Ora c’è solo da sperare che con il rientro dei due americani e, utilizzando al meglio i giorni della lunga pausa (la serie A riprenderà il 28 febbraio), gli equilibri si ricompongano e il team cambi finalmente pelle, anche in considerazione del fatto che ieri al Forum la gara reggiana  è durata realmente qualcosa come 3’. Scarsi, oltretutto.
In quintetto il coach  Martino, decide di cambiare le carte: al via non c’è Bostic e spunta  Diouf, assieme a Candi, Taylor, Kyzlink e Baldi Rossi. Il veterano Messina se la gioca invece con Moraschini, Delaney, Punter, Leday e Hines.
Sono di Diouf i primi due punti delle Final Eight 2001. Candi replica in appoggio, ed è 4 a 0. Inatteso. Tanto che Messina dopo qualcosa come 81” si vede costretto a fermare il tempo per un minuto. Dal time out l’AX esce tonicissima e con la coppia Punter-Leday urla il 5 a 0 che la porta avanti.
La Unahotels prova a restare in corsa: Koponen entrato a sostituire il capitano Candi la rimette sopra . Con gran sforzo, Reggio addormenta i ritmi provando il più possibile a contenere gli avversari, ma non viene sostenuta dalle percentuali dall’arco (0/4 quando è ormai passata la metà del quarto), così che l’AX mette insieme un 11 a 0 che le consente di doppiare i biancorossi.
A smuovere il punteggio reggiano, dopo quattro infiniti minuti di nulla offensivo, è all’ultimo m inuto del quarto Momo Diouf. Che con un gioco da tre punti riduce il gap a 6 punti. Risponde l’incontenibile Punter e al primo gong si va sul 19 a 10. A pesare, terribilmente, è il tragico 9 a 0 dai 6,75.
La doppia cifra di vantaggio meneghina arriva nei primi istanti del secondo periodo di gioco. Hines dice infatti 23 a 13, poi replica per il 25-13. Di qua è sempre un pianto dal perimetro e Milano dilaga. Precipitata a - 21, la Unahotels - che, continua a non sbloccarsi dell’arco (0/16) - è in balia degli avversari tanto che all’intervallo gli uomini di Messina arrivano sul 41 a 22, accompagnati dalla certezza di aver già avere le mani sul match.
Taylor spezza il maleficio nel primo minuto della ripresa, mettendo a segno la prima tripla reggiana del quarto di finale. Pure Baldi Rossi, un giro della lancetta lunga più tardi, si toglie la scimmia dalla spalla. Dopo lo 0/5 del primo quarto, il lungo bolognese trova con una bella azione personale i primi punti del match.
Nonostante i reggiani qualcosina rosicchino, Milano continua a dominare sui due lati del campo: al 29’ Biligha regala ai suoi il +29. E lo strapotere meneghino è anche dovuto a pecche reggiane: se da tre sin lì si registra un 5% (1/19), pesano pure le 12 palle perse.
L’ordine di scuderia del tecnico Messina è di non mollare nulla. Milano affonda la lama in attacco, tocca il +31 con l’ex Cinciarini all’inizio del periodo conclusivo.
La difesa sul perimetro s’è invece lievemente indebolita e Reggio, dopo le infinite frustrazioni accumulate nei primi 30’, mette insieme un 4/6 dai 6,75. La forbice del divario viene ridotta (-23 al 37’) dopo le due triple di Baldi Rossi. Ma ormai la gara è ampiamente in ghiaccio.
Nel finale, i baby Porfilio e Giannini vivono l’emozione di calcare il parquet del Forum in una Final Eight, mentre il match finisce sul -28, ribadendo il già evidente concetto che Milano è su un altro pianeta.

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