L’ex presidente Braiati come Trump: contesta l’esito del voto online
Il dirigente sconfitto da Alberici ha annunciato un ricorso «Avevo raccolto 310 firme e il mio avversario 180»
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA. In principio fu Donald Trump, che incitò i suoi sostenitori ad assaltare il Campidoglio per reagire a presunte irregolarità in sede di elezioni. Poche settimane dopo la storia si ripete, seppur con tematiche completamente diverse e fortunatamente con un modus operandi differente: Paolo Braiati annuncia ricorso rispetto alle elezioni per il rinnovo della carica di presidente della Figc Emilia Romagna dello scorso 10 gennaio, conclusasi con la netta vittoria dell’emergente Simone Alberici. In quella consultazione 298 furono i voti per Alberici, 167 quelli di Braiati, che però non ci sta e passa al contrattacco: «Io e la mia squadra avevamo raccolto circa 310 firme prima delle elezioni, il mio avversario 180- spiega- non riesco a capacitarmi di come in pochi giorni si sia ribaltata la situazione. Le nostre firme sono state raccolte fisicamente andando a contattare società per società, dunque sono convinto che il sistema online ci abbia penalizzato».
Le reazioni da parte del Comitato non si sono fatti attendere. «Il presidente Simone Alberici- si legge sul comunicato ufficiale del Crer- unitamente al Comitato Regionale, si difenderà in tutte le sedi opportune per tutelare l’immagine, i diritti e la volontà delle Società emersa palesemente in sede di votazione». Il comitato ricorda che « l’adozione della modalità da remoto e la scelta della piattaforma utilizzata erano state decise e confermate dallo stesso Braiati». Quest’ultimo però ricorda che fino a pochi giorni dal voto voleva l’assemblea in presenza. «Leggo dal comunicato che avrei scelto io di votare da casa- continua- ma vorrei precisare che ho ancora il contratto per l’affitto di un’area alle Fiere per 1700 posti con tanto di 7 steward incaricati al rispetto delle le norme. Sono stato obbligato dalla Prefettura a fare un passo indietro, ma la mia posizione era chiara; mi hanno fatto passare come untore, come se la decisione di votare a Bologna potesse essere un rischio per l’incolumità di tutti, quando invece le elezioni della Figc Nazionale, degli arbitri e della Lega Nazionale Dilettanti si svolgeranno in presenza». La battaglia, annuncia lui, andrà avanti più per una questione di dignità che non per ambizione alla poltrona più alta: «La verità è che in questo mondo non mi riconosco più, e se dovessero esserci altre elezioni le perderò perché non so raccontare bugie. Sono in pensione e non ho un assoluto bisogno del Crer ma devono essere le società a dirmi se merito di andare a casa, non un sistema informatico poco efficiente. Ho dato mandato all’avvocato per tutelare la mia persona- chiude Braiati- e comunque andranno le cose ho fatto ciò che era possibile». —
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