Al Bentegodi s’è vista la Reggiana più bella ma il gol resta il vero punto debole dei granata
La rete di Obi frutto della stanchezza, dopo una partita giocata a ritmi altissimi in cui tutti hanno dato il massimo
REGGIO EMILIA. Andare al “Bentegodi” e giocarsela a viso aperto contro la seconda della graduatoria è sintomo di una squadra viva, spavalda e che non si lascia intimorire dal blasone dell’avversario piuttosto che dalla grandezza dello stadio. Se, alla fine della spedizione scaligera, il bottino raccolto rimane però ancorato a quello di partenza, allora la delusione non può che essere tanta.
«Non meritavamo certo la sconfitta, non c’è giustizia», commenta abbattuto il ds Doriano Tosi che domenica entrando al Bentegodi aveva incontrato i cronisti di Reggio e li aveva salutati dicendo loro: “Pronti a soffrire?”.
Invece per 90 minuti su 93 a soffrire è stato più il Chievo, che però alla fine fa festa per tre punti insperati.
«Alvini -sottolinea ancora il direttore sportivo della Reggiana - l’aveva preparata benissimo bloccando il loro potenziale, ma quando prendi un gollonzo come quello di Obi cosa possiamo fare di più? È un campionato difficilissimo e dalla gara col Vicenza abbiamo cambiato marcia, anche se un po' di fortuna non guasterebbe». La Reggiana si lecca le ferite dopo l’ottima prestazione contro il Chievo, che la rete di Obi nel recupero ha però reso vana. La mente di staff e giocatori deve già essere rivolta alla gara con l’Ascoli, ma qualche riflessione più specifica può aiutare a comprendere meglio la situazione.
IL MODULO
“Vorrei una squadra camaleontica”, aveva annunciato in una delle ultime conferenze Max Alvini; in effetti il mister ha mantenuto fede a quanto detto, considerato che rispetto al match con l’Entella sono cambiati ben otto titolari. Non è mutata invece la linea difensiva, che è rimasta a 4 confermando i progressi esibiti nelle ultime partite. Dalla cintola in su, ecco invece la novità: non più i tre mediani ma due, con Laribi libero di agire sulla trequarti e Lunetta e Siligardi incaricati ad offendere sulle corsie laterali. I tre giocatori offensivi sono stati non a caso tra i migliori in campo, anche se alla fine è mancato il guizzo per sbloccare la contesa.
GOL PRESI E NON FATTI
E qui arriviamo al tasto dolente: la Reggiana fa purtroppo molta fatica a concretizzare le occasioni che ha. In un primo tempo come quello di mercoledì sera, andare all’intervallo sullo 0-0 è quasi un delitto, e lo stesso nella prima parte della ripresa quando prima Mazzocchi e poi Zamparo sono andati vicini alla marcatura. Spesso la legge del calcio è crudele, soprattutto quando affronti compagini strutturate: se non riesci a segnare, a segnare sono gli avversari. 19 gol in 22 partite rendono i granata il secondo peggior attacco del torneo. Un altro dato che emerge con evidenza è poi l’ennesimo gol preso nei minuti finali, dopo quelli con Cremonese, Reggina, Pescara e Pisa (anche se nel primo tempo). Problema di condizione o solo sfortuna?
Il classico bicchiere non può comunque che essere mezzo pieno: i tifosi hanno infatti rincuorato sui social i giocatori, spronandoli a dare il massimo in vista di un ciclo di partite che può rivelarsi decisivo. Questo gruppo ha alti valori morali, è compatto e (qui risiede il grande merito di Alvini) nettamente migliorato rispetto a settembre. Il tecnico toscano è riuscito a lavorare duramente portando giocatori che parevano non da categoria (Espeche e Martinelli su tutti) ad un livello superiore. Il resto lo ha fatto il mercato di riparazione, magistralmente orchestrato da Doriano Tosi. Che adesso, anche per non deprimersi, guarda già al match di domenica, lo scontro diretto con l’Ascoli.
«Il mister - dice il direttore sportivo - ora ha molte più alternative rispetto a due mesi fa: stiamo ancora cercando il giusto equilibrio tra fase difensiva ed offensiva. Domenica ci aspetta una gara insidiosa contro un avversario che è in ottima forma, dovremo stare molto attenti. Chi recuperiamo? Rossi e Kargbo stanno rientrando in gruppo- chiude Tosi- mentre Costa e Cerofolini sono ancora out». —
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