Reggiana multiforme mister Max Alvini le sta provando tutte per trovare la quadra
Con il Vicenza ha preso il via una fase di cambiamenti tattici L’innesto di Karim Laribi consente nuove soluzioni offensive
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA. La cavalcata della Reggiana verso la serie B è stata tutta all’insegna di un modulo di gioco. In serie C, il tecnico Massimiliano Alvini è rimasto fedele alla difesa a tre, il centrocampo a cinque (con un giocatore più avanzato) e le due punte.
Squadra che vince non si cambia, recita l’adagio. E questo vale ovviamente anche per l’assetto tattico. Per quanto ogni allenatore che si rispetti deve essere capace di adottare accorgimenti in funzione dei giocatori che ha a disposizione e degli avversari che di volta in volta incontra, quando si trova la quadratura del cerchio difficilmente poi la si abbandona.
Alvini ha in mano una squadra che lui stesso ha contributo a costruire, sebbene naturalmente con dei paletti economici molto forti. Insieme al ds Doriano Tosi sono stati scelti giocatori pensando a una precisa filosofia, basata sulla difesa a tre e il gioco sulle fasce.
In corso d’opera però, complice anche gli infortuni o qualche giocatore che ha reso molto meno di quanto fosse lecito attendersi, si è imposto un cambiamento.
La prima rivoluzione
In primo luogo perché a centrocampo la squadra ha evidenziato problemi nel fare filtro. A Ferrara nel primo tempo è apparso evidentissimo, ma anche in altre sfide. Così l’allenatore nella sfida con il Vicenza ha deciso di passare alla difesa a quattro e ai tre in mezzo. Una mossa che ha consentito di proteggere di più la retroguardia, dove Rozzio e Ajeti formano una coppia di centrali di assoluto valore.
A Pisa l’assetto è stato confermato e nella gara ha esordito come mezzala sinistra Laribi, che si è subito messo in mostra per le sue doti tecniche.
Nella sfida con la Virtus Entella il tecnico ha cambiato tre volte modulo durante il match e il passaggio all’albero di Natale di ancelottiana memoria, con Radrezza e Laribi dietro le punte, ha coinciso con la rimonta vittoriosa dei granata.
Adeguarsi ai giocatori
A questo punto Alvini, adeguandosi alle potenzialità di un giocatore come Laribi, ha varato l’ennesima rivoluzione nella trasferta di Verona contro il Chievo. Il tecnico di Fucecchio ha mantenuto la difesa a quattro, nonostante l’indisponibilità di Ajeti ed è passato al modulo con due mediani e tre giocatori più avanzati a sostegno dell’unica punta. In questo modulo Laribi si conferma trequartista e viene messo nelle condizioni di rendersi pericoloso. Anche al Bentegodi il fantasista italo-tunisino è stato senza dubbio l’unico in grado di creare qualche apprensione alla retroguardia dei padroni di casa.
La sterilità offensiva resta uno dei problemi principali di questa Reggiana e dunque non ha senso tenere lontano dalla porta un giocatore del genere.
Domani torneranno a disposizione Fausto Rossi e Augustus Kargbo. Il centrocampista, faro del gioco, può essere impiegato con qualsiasi modulo, anche con i due mediani.
Kargbo invece sarà utilizzato come seconda punta, al fianco di Ardemagni e in questo ruolo dovrà vincere la concorrenza di Siligardi, che a Verona ha fatto molto bene.
Sfida salvezza
Se al Bentegodi i granata hanno giocato senza particolari pressioni, domani con l’Ascoli invece sarà tutta un’altra storia. Il presidente Carmelo Salerno ha cercato di stemperare un po’ la tensione, ricordando che la sfida non è decisiva. Non perdere però è un imperativo. Di fronte ci sarà una squadra rivoluzionata nel mercato invernale, che ha trovato in Dionisi un attaccante micidiale e che con il nuovo corso di mister Andrea Sottil ha fatto 15 punti in 8 partite, con risultati prestigiosi (vittorie con Lecce, Spal e Brescia, pareggi con Chievo e Frosinone). —
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