Dalla Salda spiega la “rivoluzione necessaria” «In un mese in fumo l’ottimo avvio di stagione»
l’intervista
adriano arati
Un radicale cambio di rotta necessario per uscire dal pantano, mettere in cassetta la salvezza e provare l’assalto alle Final Four in coppa.
Sono giorni di stravolgimenti pesanti per la Unahotels, reduce da un mese di risultati oltre il deludente e di tensioni interne culminate con la messa fuori rosa di Sutton e Bostic.
I due addii uniti agli ingaggi di Sims e Lemar hanno cambiato il volto alla squadra, in quello che ieri l’amministratore delegato Alessandro Dalla Salda ha definito un passaggio obbligato.
Il primo dirigente biancorosso ha fatto il punto di queste settimane così peculiari, «che facciamo ancora fatica a spiegarci del tutto. Abbiamo avuto bisogno di tempo per ragionare e capire come muoverci, fino a dicembre eravamo una delle squadre più brillanti d’Italia, in molti guardavano a noi, siamo usciti bene anche dal contagio».
IN PICCHIATA
Dalla fine dell’anno, la discesa secca: «Certamente gli infortuni non hanno aiutato, abbiamo perso prima Johnson e poi Elegar, abbiamo provato a intervenire con Koponen e Sutton ma era chiaro anche all’esterno che non vi fosse più serenità. Bastava guardare una partita per capirlo».
I giorni decisivi sono stati quelli in Olanda, nella bolla della Fiba Europe Cup.
«Abbiamo ottenuto la qualificazione ma la tensione e il nervosismo erano altissimi, li ho capito che era il momento di fare qualcosa per cambiare la rotta, fra lì e la gara di Brindisi». Il pubblico malcontento espresso, pur in modo diverso, da Sutton con la Virtus e Bostic con Milano ha completato l’opera.
DUE STRADE
A quel punto, le strade erano due. Cambiare guida tecnica o intervenire sull’organico. «La soluzione più semplice sarebbe stato sostituire l’allenatore, sarebbe stato anche più economico. Ma non abbiamo mai avuto dubbi in questo senso, la proprietà ha deciso di continuare sulla strada avviata in estate, e partita così bene. Ci siamo mossi ascoltando anche le indicazioni tecniche di Martino, un allenatore che ha fatto bene, che deve crescere come tutti ma in cui abbiamo grande fiducia. È chiaro che anche da lui ci aspettiamo un cambio di marcia, a questo punto», spiega Dalla Salda.
I movimenti di mercato hanno richiesto un ulteriore sforzo economico nell’anno più difficile, quello in cui mancheranno gli incassi per le partite interne. «La proprietà ha dimostrato già prima la voglia di investire e di credere nella squadra, lo ha fatto a gennaio con gli arrivi di Koponen e Sutton. Ora, visto che sia Bostic e Sutton sono sul mercato e in tempi brevi potremmo risolvere le loro situazioni, lo sbilancio economico delle ultime operazioni non sarà così forte».
OBIETTIVI CHIARI
Lo stravolgimento ha portato anche a definire meglio gli obiettivi: «prima di tutto, assicurarsi la salvezza. Dall’inizio è l’obiettivo primario, ma adesso deve essere la priorità assoluta, con umiltà e concretezza, in un campionato che non ha squadre materasso come negli anni passati. E poi ci piacerebbe tornare alle Final Four di coppa, passare quindi i prossimi due turni a fine marzo ed arrivare all’ultimo atto. Abbiamo oltre un mese per trovare coesione, pensare alla salvezza ed arrivare pronti alla coppa».
BLUMS ED ELEGAR
In questi mesi di malumori e nervosismo, è mancata forse una voce chiara nello spogliatoio a gestire gli animi. E qui si torna a chi, sino a novembre, aveva ricoperto il ruolo, il lettone Blums, poi salutato visto l’inesistente rendimento in campo. «Questa è una scelta di cui mi assumo la responsabilità, con il senno di poi forse non avrei gestito la situazione in quel modo».
L’ultima riflessione tocca la situazione di Frank Elegar, inutilizzato dall’infortunio di fine gennaio con Trento e al centro di tante voci, relative al suo malcontento e a un possibile addio. «Quando ci sono situazioni complesse, e poco spiegabili, come quelle che abbiano passato è normale che partano voci e suggestioni, a oggi né il giocatore né i suoi rappresentanti sono venuti da noi dicendo di voler andare via». —
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