La Reggiana ritrova il Cittadella dei miracoli Max Alvini e i suoi hanno voglia di stupire
I dubbi del tecnico sulla disposizione in campo in realtà svelano la volontà di tentare un colpaccio al “Tombolato”
Massimo Sesena
REGGIO EMILIA. Inizia oggi al Tombolato di Cittadella il ritorno di quel girone infernale in cui la Reggiana era stata inghiottita per colpa del Covid. Ricordate? Dopo un buon avvio dei granata, il pareggio a Pisa, la vittoria a Chiavari e una prova sfortunata contro il blasonato Chievo, ci ha pensato il Covid a far abbassare la cresta ai ragazzi terribili di Max Alvini scegliendo proprio (e quasi esclusivamente) la sua squadra per trasformarla in un cluster, un focolaio della Sars-Cov2, con una ventina di giocatori contagiati in un colpo solo. Da lì in poi, un rosario di sconfitte e batoste anche morali che avrebbero abbattuto chiunque: l’Ascoli che accoglie i granata con i tamponi, tenendo in bilico fino all’ultimo (esito) la disputa della partita. Poi il rinvio chiesto e ottenuto della partita con il Cittadella: un jolly - l’unico disponibile - che la Reggiana non poteva non giocare quel giorno. E che avrebbe fatto comodo anche la volta successiva, quando i granata avrebbero dovuto recarsi all’Arechi per giocare contro la Salernitana di Lotito, ma avevano ancora troppi giocatori infetti e non partirono da Reggio, perdendo 3-0 a tavolino. Una ingiustizia, anche alla luce dell’epilogo dell’altro caso analogo, un Juventus-Napoli in cui i partenopei non si presentarono a Torino e dopo lo 0-3 in primo grado ottennero di giocare quella partita. Alla Reggiana non venne riconosciuta nessuna di quelle attenuanti che invece - nel caso - hanno fatto il gioco del Napoli. Poi, dopo quel pasticciaccio brutto dell’Arechi, la vittoria illusoria contro il Venezia prima dello 7-1 subito a Lecce. Toccato il fondo, la Reggiana ha ripreso a lottare, sono arrivati gli indispensabili rinforzi che hanno rimesso in carreggiata i granata. Che ora hanno la possibilità di riscrivere quel brutto film di quei mesi. A partire dal Cittadella che, come ha detto alla Gazzetta Ezio Glerean «é una società fatta di persone oneste e preparate».
E la conferma arriva dalle parole pre-partita del successore di Glerean sulla panchina dei veneti, Roberto Venturato: «Giochiamo contro una squadra - ha sottolineato il mister dei veneti - che mi aveva colpito molto per il tipo di calcio e per il modo di interpretarlo. La stagione della Reggiana è stata condizionata dalle 17 positività al covid, che sono veramente tante. Laribi e Ardemagni risulteranno molto utili nella corsa alla salvezza».
Difficile dire che partita sarà: molto dipenderà anche da quale delle squadre possibili, Massimiliano Alvini, vorrà partire. I dubbi riguarderebbero la Reggiana... dalla cintola in sù. La “Reggiana camaleontica” come l’aveva ribattezzata lo stesso Alvini quando di fatto - dopo il mercato di riparazione - si era ritrovato tra le mani una squadra che non era nemmeno lontana parente di quella che aveva incominciato il campionato.
Oggi al Tombolato i dubbi per la Reggiana riguardano in particolare l’assetto del centrocampo, in particolare tra un centrocampo di corsa e uno muscolare, contro una squadra che ha il secondo miglior attacco del campionato ma che - il dato più interessante - ha finora mandato in gol 18 giocatori, contro gli undici dei granata. —
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