«In totale sicurezza sono ripartite le giovanili»
Andrea Menozzi, responsabile della cantera della Pallacanestro Reggiana «Per ora solo allenamenti all’aperto, sperando di tornare presto in palestra»
Nicolò Valli
reggo emilia. Sono passati quattro mesi: l’attesa è stata lunga, ma la Pallacanestro Reggiana è ripartita con l’attività del proprio settore giovanile.
L’allenatore Andrea Menozzi, responsabile della cantera biancorossa, delinea il piano di ripresa nel segno della massima sicurezza e dell’importanza riservata all’aspetto educativo.
Come siete ripartiti?
«Durante questi mesi di sospensione solamente sei atleti hanno potuto continuare ad allenarsi, venendo aggregati alla prima squadra ed adeguandosi al loro protocollo. Con tutti gli altri abbiamo invece cominciato a inizio settimana, nei campi da calcio di via Agosti gestiti dal Csi. Sarebbe consentito allenarsi in palestra, ma al momento preferiamo rimanere all’aperto per una questione di sicurezza».
Per qualcuno sarà molto dura non giocare a pallacanestro ma fare solo corsa e parte motoria. È così?
«In effetti qualcuno sta soffrendo particolarmente, anche se l’attivazione fisica era comunque necessaria dopo un lungo periodo di stop. Stiamo facendo allenamento mantenendo un distanziamento interpersonale di due metri e non utilizzando gli spogliatoi. I ragazzi arrivano, si cambiano le scarpe e possono entrare all’interno del campo».
Cosa prevede la procedura sanitaria?
«Anche in questo caso non sarebbe un obbligo per le nostre categorie, ma abbiamo chiesto ai nostri giovani un tampone rapido gratuito in farmacia ogni 15 giorni, sfruttando la gratuità derivata dal loro status di studenti. All’inizio di ogni settimana viene invece fornita l’autocertificazione».
Prevale la felicità per ritornare parzialmente alla normalità o la preoccupazione per possibili focolai?
«Siamo contenti di permettere ai ragazzi di fare attività in sicurezza, dispiaciuti di non potere allenarci come vorremmo ma anche consapevoli dell’eccezionalità del momento. Tra i risultati dei tamponi effettuati prima di ritornare per la prima volta al campo abbiamo riscontrato due positività, con i contagiati immediatamente isolati. Questo ci fa capire che la strada che abbiamo scelto in termini di controllo e prevenzione è quella giusta».
Crede che i campionati verranno disputati?
«So che qualcosa in Federazione si sta muovendo, ma non abbiamo ancora ricevuto comunicazioni ufficiali. Se e quando sarà decideremo poi se aderire, in base anche alla situazione generale. Allungare la stagione sfruttando anche i mesi caldi potrebbe essere una soluzione plausibile».
In questi mesi non siete comunque rimasti fermi, puntando forte sul Progetto Academy.
«Ogni mese abbiamo un appuntamento con le nostre società affiliate. Lunedì prossimo, ad esempio, avremo due allenatori del calibro di Germano D’Arcangeli ed Andrea Capobianco. Abbiamo inoltre organizzato incontri online tra gli atleti della nostra prima squadra ed i ragazzi di altri settori giovanili, proprio per rafforzare il rapporto».
E poi, da questa stagione, c’è una pedina in più: Giordano Consolini.
«Purtroppo non lo stiamo sfruttando in quella che è la sua dote migliore, ovvero la pratica sul campo. È comunque lui il motore della nostra Academy, che continua a focalizzarsi sulla formazione. Giordano è stato anche richiesto dal Centro Sportivo come relatore per il corso allenatori».
In tutta Italia siete apprezzati per la capacità di sfornare sempre nuovi talenti. Avete già individuato i prossimi?
«Qualcosa ci può essere, ma bisogna considerare che un anno perso non è un aspetto da poco. In questo momento il gap tra l’attività giovanile ferma e quella senior che invece non si è mai interrotta rischia di essere notevole. Il nostro lavoro di reclutamento e scouting comunque prosegue, anche se in questo momento non è possibile organizzare trasferimenti». —
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