La miglior Reggiana stagionale espugna Cittadella con un tris
Yao, Laribi e Mazzocchi piegano i padovani secondi in classifica: i granata si rilanciano con una prova perfetta
Roberto Tegoni
CITTADELLA (pd). La partita che non ti aspetti. Una dimostrazione di forza clamorosa. La partita che frantuma tutti i record negativi inanellati dalla Reggiana in questa stagione. Dall’ultimo gol segnato lontano da Reggio datato 19 dicembre, Radrezza in Brescia-Reggiana 3-1, all’ultima vittoria in trasferta dei granata, ancora più indietro nel tempo, quel Cosenza-Reggiana 0-1 che comunque non aveva pienamente convinto. Il 3-0 di ieri contro il Cittadella manda in briciole anche lo score positivo della formazione di casa, che non perdeva al Tombolato dal 31 ottobre, contro il Monza.
Ma quella era un’altra storia, un altro campionato. Soprattutto la Reggiana era un’altra Reggiana. Era una squadra che doveva ancora capire di cos’era capace e non aveva ancora messo nel motore gente esperta e capace di dare la svolta. Vale la pena ricordare che solo un mese fa, Rozzio e compagni venivano battuti 2-0 senza diritto di replica proprio dal Cittadella di Venturato, tra le mura amiche. Era una squadra senza Costa, Rozzio, Ajeti, Espeche, Kargbo e Mazzocchi. Tre di questi mancavano anche ieri, ma all’appello di gennaio si sono aggiunti Yao, Del Pinto, Laribi, Siligardi e Ardemagni.
Proprio il mercato di gennaio ha portato in dote giocatori che hanno saputo fare la differenza. Giocatori che ieri hanno deciso il match come Eloge Yao, che ha segnato sotto misura sugli sviluppi di un calcio d'angolo il primo gol del match. O come Laribi, che sfruttando un lancio millimetrico di Siligardi, in grande spolvero, ha superato Maniero alla mezz’ora del primo tempo con un grande gol. Per continuare, ancora Laribi che quando vede il Cittadella si accende (suo il terzo gol con la maglia del Verona nella finale play off che regalò la Serie A all’Hellas ai danni proprio del Citta) e dopo il gol personale lancia Mazzocchi in contropiede per il 3-0 (7° centro per lui, che non esultava dal 15 dicembre), prima di centrare in pieno la traversa nella ripresa, qualche minuto dopo il 3-0.
Insomma, come si può intuire, la Reggiana ha veramente giocato la partita perfetta. Ma non solo ha vinto, ha dato una dimostrazione di forza contro la seconda forza del campionato. E l’ha fatto, a differenza di sette giorni fa contro l'Ascoli, senza subire vere e proprie palle gol, con Venturi che non è stato chiamato ad interventi miracolosi come contro i marchigiani. Una vittoria a tutto tondo che replica la prestazione di Verona, dove però il Chievo riuscì a trovare i tre punti nel recupero.
L’hanno vinta i giocatori in campo. Ma l'ha vinta soprattutto Alvini, che ha schierato la Regia ancora con il 4-2-3-1 che in difesa si trasformava in un 4-1-4-1. Un modulo con abbondante tecnica in campo e pochi protagonisti in grado di rompere il gioco avversario. E invece, il primo tempo della Reggiana, sospinta dall’immediato vantaggio di Yao ha caricato la squadra, aiutando i granata a rimanere corti e compatti, facendo così densità in mezzo al campo per disturbare l’azione offensiva dei padroni di casa. E così è uscita una partita tatticamente perfetta, dove Rozzio e soprattutto Martinelli hanno svettato su tutti i palloni vaganti, Libutti è tornato il pendolino che conosciamo e il resto della compagnia, con piedi buoni e concentrazione, ha operato in piena sintonia con le indicazioni di Alvini.
Le cattive notizie? Gli infortuni di Rossi e Ardemagni. Ma quello che ora fa davvero la differenza e l’ha sottolineato anche il presidente Salerno a fine partita, è che adesso Alvini ha i cambi per sopperire alla assenza del “professore” di centrocampo. —
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