Fabiani tende la mano alla Reggiana «Pace con Tosi? Ma io non ci ho litigato...»
Il ds della Salernitana parla della vittoria a tavolino maturata con i granata che non si presentarono in campo perché colpiti dal Covid
l’intervista
luigi cocconcelli
«Nessun bisogno di far pace con Doriano Tosi. Per il semplice motivo che io con lui non ho mai litigato, nel calcio può capitare di avere divergenze di opinioni, ma tutto lì».
Angelo Mariano Fabiani, direttore sportivo della Salernitana, spegne ogni accenno di polemica alla vigilia dell’anticipo di venerdì sera. Quel che è successo all’andata, con la tragicomica scena in diretta tv di una squadra di casa ad effettuare i soliti esercizi di riscaldamento sapendo benissimo che l’avversario causa covid non si sarebbe presentato, è acqua passata. Con una premessa: «Lo dissi allora e lo ripeto oggi, - chiarisce Fabiani - massima comprensione per la Reggiana, ma ci sono direttive da rispettare, il 3-0 a tavolino non l’abbiamo mica chiesto noi».
Fabiani glissa , a precisa domanda se abbia poi sentito Tosi, lascia intuire di sì ma non vuole svelare il contenuto del colloquio. Meglio, molto meglio concentrarsi sul presente. Su un match che vedrà in campo obiettivi diversi. I campani cercano punti in chiave prommozione. Se non dovesse essere promozione diretta, l’altro obiettivo è comunque quello di conferma dei playoff. Gli amaranto sono terzi ad un sol punto dal Monza e l’ Empoli non è più così lontano. Di contro, la Reggiana ha come unico obiettivo la salvezza.
Fabiani, che partita vedremo venerdì?
«Sarà- dice Fabiani- una partita difficile, come tutte in B, da tripla, la Reggiana è in salute, a gennaio si è rinforzata, ha messo dentro gente di esperienza e qualità, si sta assestando, gioca un calcio accettabilissimo, ha morale, noi stiamo bene».
In base alla sua esperienza a che quota si può ragionevolmente assestare quest’anno la quota salvezza?
«Senza un Benevento , da un lato, che sottrae molti punti a tutti, o un Livorno che ne lascia direi che ci vogliono 43 , meglio 44 punti, d’altra parte il campionato di B è lungo, difficile, vinci tre partite e sgomiti nella parte sinistra della classifica. Al contrario, fai un paio di pareggi e sconfitte ed finisci risucchiato nel gruppo salvezza. Se posso dare un consiglio non richiesto dico che, salvo eccezioni, in B ci vogliono un paio di anni di assestamento prima di pensare a qualcosa di importante, noi ne siamo l’esempio, ma a Reggio questo lo sanno bene».
La Salernitana pare giocare un calcio in controtendenza, in un mondo in cui si tende a fare molto possesso palla, la sensazione è che punti subito alla verticalizzazione, ad innescare Tutino e chi gli gioca accanto. È una analisi che condivide?
«Sì, è vero, anche se mi permette una battuta la vera differenza tra noi e gli altri è che noi i rigori li sbagliamo, le avversarie no».
Sabato ad Ascoli la Salernitana ha segnato 2 volte su rimessa da fallo laterale. Curate questo particolare o è stata casualità?
«Nel calcio di oggi i dettagli fanno la differenza e penso sia così anche venerdì, sabato, come del resto la Reggiana, abbiamo avuto fortuna e merito di sboccare subito il risultato, avesse segnato prima l’ Ascoli ne sarebbe uscita tutt’altra partita».
La Reggiana probabilmente dovrà rivedere qualcosa per l’assenza di Ardemagni, che non ha un sostituto con le sue caratteristiche..
«Non lo sapevo, mi spiace, lui è un bomber di categoria, so che è fastidioso , giocare anche con un tutore ti condiziona, noi l’abbiamo provato con Di Tacchio, in ogni modo a preparare la partita ci pensa Castori».
Sul fronte infortuni la Salernitana come è messa?
«Belec non penso recuperi, come Anderson, poi sono in forse pure Kupisz e Bogdan, dopo quello che è successo sabato sarà sicuramente fuori anche Dziczec, poi c’è da valutare la situazione di Tutino, è in diffida e lo staff valuterà se preservarlo in vista della sfida con la Spal, anche perché ci attendono 3 partite in 9 giorni ed un po’ di rotazioni forse si rendono necessarie».
Salernitana in situazione particolare, se arriva la promozione Lotito deve cedere la società…
«Se il miracolo si avvera, ci sono tempi tecnici ma sì,uno non può essere azionista di 2 squadre del medesimo torneo, dovrà cedere le quote, ma la situazione non ci condiziona se la domanda presuppone quello, non tiriamo di certo il freno». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
