La Reggiana ritrova il “puma” Per Varone è una rivincita
Il centrocampista granata, in difficoltà a inizio stagione, si è rilanciato insieme alla squadra
Nicolò Valli
REGGIO EMILIA. La metamorfosi di Ivan Varone e quella della Reggiana viaggiano a braccetto. La squadra granata è infatti uscita nettamente rafforzata dal mercato di gennaio, con gli acquisti voluti dalla dirigenza che hanno permesso al gruppo di crescere sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. E proprio alla maggior convinzione nelle proprie capacità sono dovuti i miglioramenti di quegli elementi già presenti nella rosa che appaiono ora trasformati: Libutti è l’esempio più nitido, ma anche il mediano nativo di Napoli ha cambiato pelle.
Nel girone d’andata infatti, Varone sembrava subire particolarmente la fisicità ed il dinamismo dei diretti avversari, perdendo duelli e non fornendo l’adeguata copertura al reparto arretrato. Il caso più emblematico è quello dello scorso 15 dicembre, quando il secondo gol del Frosinone al “Città del Tricolore” fu segnato da Rohden grazie ad un assolo personale; Varone era in diffida e non volle incorrere in una penitenza ulteriore, ma senza filtro la truppa di Nesta raddoppiò e portò a casa i tre punti. Il suo impegno non è mai mancato, ma proprio quel desiderio di essere all’altezza e quell’attaccamento alla maglia lo portavano a rincorrere gli avversari senza un adeguato tempismo tattico. «Non è un giocatore da categoria”, era il commento che circolava in quelle settimane sul suo conto. Dominatore in serie C in coppia con Fausto Rossi, il “Puma” sembrava in effetti non riuscire ad esprimere a fondo il proprio potenziale. Eppure, la serie B la conosceva già, con 26 presenze all’attivo tra Cosenza e soprattutto Ternana. Ed allora, proprio alle porte della primavera, ecco sbocciare il Varone 2.0: dinamico, maturo ed in grado di riconoscere quando è il momento di ringhiare sulle caviglie e quando invece è necessario posizionarsi in linea temporeggiando. Contro la Salernitana l’atleta classe 1992 (con la fascia da capitano al braccio) è risultato tra i migliori in campo, sfiorando anche la rete del vantaggio sul finale di gara con un tiro respinto da un super intervento di Adamonis.
«Speravo che la palla entrasse, ma il loro portiere ha fatto una bella parata», ha scherzato lo stesso Varone, che ha ribadito l’importanza del punto ottenuto per poi soffermarsi sulla chimica di squadra: «Prima del match sono venuti i ragazzi infortunati a sostenerci: il gruppo era la nostra forza l’anno scorso e lo è anche quest’anno: a gennaio sono arrivati grandi uomini oltre che ottimi calciatori, e sono convinto che insieme potremo toglierci tante belle soddisfazioni». Rimanere umili è l’atteggiamento migliore per fare strada, e Varone lo sa: di chilometri d’altronde, per farsi largo nel calcio professionistico, ne ha macinati parecchi, ed è così a conoscenza della necessità di migliorarsi.
«Nel primo tempo ho sbagliato due-tre palloni che non devo perdere: lavorerò ancora di più per non commettere quegli errori», ha concluso Ivan il suo intervento post gara. Domani a Venezia ci sarà ancora bisogno di lui, e siamo sicuri che la consueta “garra” non mancherà, indipendentemente dal modulo scelto da mister Alvini. Se poi arrivasse anche un gol dei suoi, quei missili che hanno fatto innamorare la tifoseria, allora la metamorfosi potrebbe dirsi davvero completa.
Sarebbe il terzo, dopo le reti fondamentali segnate a Chiavari e Cosenza, ma soprattutto contribuirebbe ad avvicinare la Reggiana all’obiettivo tanto desiderato: la salvezza. —
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