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«Questa stagione la Conad non teme davvero nulla»

Francesca Manini
«Questa stagione la Conad non teme davvero nulla»

Carica a mille per l’alzatore Riccardo Pinelli dopo il successo a Castellana Grotte «Da fuori si vedono solo i risultati ma quello che accade dentro è stratosferico»

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Francesca Manini

reggio emilia. Sapendo di un viaggio di ritorno durato tutta la notte, per l’intervista del post Castellana Grotte si va cauti a chiamare i giocatori della Conad ma non se dall’altra parte del telefono risponde lui, l’alzatore Riccardo Pinelli.

«Dormire? No, dopo certe partite e con una giornata di sole così non si va di certo a letto» risponde il modenese del 1991 che svela come, dopo la vittoria contro la New Mater, l’entusiasmo sia di nuovo alle stelle.

In cassaforte ci sono 29 punti da sesto posto a pari merito con Ortona, a +2 su Brescia e a +3 su Santa Croce, e la certezza di aver reagito di squadra alla sconfitta infrasettimanale in semifinale di Coppa contro Porto Viro nonostante l’assenza di entrambi gli opposti.

Maiocchi promosso da banda a opposto?

«Sì, perché giocare fuori ruolo facendo 24 punti non è facile, questo suo sacrificio ci ha dato davvero una grossa mano per vincere. Lui come altri sono giovani e hanno grandi potenzialità, è bello vederli crescere».

Al centro, Sesto per Scopelliti e nel terzo set dentro Ristic in banda per Loglisci: come si gestisce un turnover così?

«Con tanto allenamento, sono tutte situazioni che proviamo in palestra per far sì che tutti possano subentrare. In anni di pallavolo non mi è mai capitato di avere a disposizione tanti titolari, è una fortuna che va allenata però anche dal punto di vista mentale perché è ovvio che dopo una bella prestazione tutti si aspettino di essere riconfermati, ma non può essere così. Serve molto tempo per trovare la giusta palla con tutti e ho meno spazio per dedicare ai miei fondamentali come muro e battuta, ma credo che sia proprio questo che un alzatore debba fare, mettersi a pieno a servizio della squadra».

Dopo un tour de force da due partite a settimana, tutte da titolare, la stanchezza si fa sentire?

«Mai, l’entusiasmo e i risultati danno la carica che serve a non percepirla nemmeno. Finché non si ferma la palla non ci fermiamo neanche noi perché è adesso che viene il bello, questa vittoria a Castellana era quello che ci serviva per la classifica e per l’umore».

E per cancellare la delusione di Coppa contro Porto Viro. O non l’ha vissuta così?

«A livello personale l’ho vissuta come una delusione, perché in Coppa ero a caccia di una rivincita: nel 2016 a Vibo Valentia l’avevo vinta con Mastrangelo come coach ma l’anno dopo a Tuscania, una settimana prima della finale, mi ero infortunato e non avevo potuto tentare il bis. Stavolta è andata così, nello sport si vince e si perde ma ciò che conta è sapersi rialzare».

Ora l’obiettivo qual è?

«Rimanere nelle prime sei per accedere direttamente ai playoff evitando il turno preliminare. Se ci si riesce bene, altrimenti ci giochiamo anche i preliminari, quest’anno non temiamo nulla».

L’anno scorso a quest’ora eravate in zona retrocessione: felice di essere rimasto?

«Quando ho saputo che sarebbe rientrato Mastrangelo non ci ho pensato un secondo, ero certo che avremmo cambiato marcia e infatti è dal 3 agosto che è tutta un’altra musica. Da fuori si vedono solo i risultati ma vi assicuro che quello che viviamo ogni giorno in palestra è ancor più stratosferico: i giovani crescono e i più esperti ritrovano entusiasmo arrivando a esprimere un ottimo livello di gioco». —

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