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«Tutti responsabili se la Unahotels non gira più come all’inizio»

linda pigozzi
«Tutti responsabili se la Unahotels non gira più come all’inizio»

Filippo Baldi Rossi è fra i più positivi nel periodo nero del team «Il coach Martino dà l’anima e nulla s’è rotto: insieme si può uscirne» 

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l’intervista

linda pigozzi

Lucidissimo in un momento realmente nebuloso per la Unahotels, Filippo Baldi non si nasconde.

L’ala bolognese s’è presa grandi responsabilità provando a tenere a galla la barca nel momento in cui la tempesta agita maggiormente le acque biancorosse. E in campo la sua maturazione nel doppio livello tecnico e di leadership è stata evidente, tanto da meritarsi una chiamata in azzurro nell’ultimo qualifying round di EuroBasket 2022 giocato in Russia.

Lei è fra quelli che ha tirato la carretta nel momento in cui il settore lunghi è stato falcidiato dagli infortuni...

«Non riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno. Non riesco a dirmi: “Baldi Rossi si salva” se poi si perde. Il coach mi ha responsabilizzato tanto. Ho giocato in due ruoli restando in campo dai 30 ai 35 minuti a partita, cosa che non avevo mai fatto prima in carriera. Mi ha fatto piacere, ma non voglio salvare la mia prestazione, se poi il risultato non arriva. Si vince e si perde insieme».

Si è rotto qualcosa in squadra?

«Non si è rotto nulla, anche se è evidente che non stiamo rendendo come a inizio campionato. Negli ultimi due mesi abbiamo attraversato un periodo di grande emergenza con gli infortuni di Johnson ed Elegar che ci hanno condizionato. Poi non dobbiamo dimenticare che abbiamo affrontato Brindisi, Venezia, Milano, Sassari e Virtus, avversarie mai facili, dalle grandi ambizioni».

Ci sono stati strascichi per le uscite di Bostic e Sutton?

«Strascichi no. La società ha ritenuto giusto fare determinate scelte. Io non ci metto becco».

Intanto sul banco degli imputati c’è finito l’allenatore Martino.

«Voglio spezzare una lancia a favore del coach: Martino dà l’anima tutta la settimana in allenamento. Se le cose non sono come a inizio stagione, la responsabilità è di tutti. In campo ci siamo noi giocatori. Non voglio neppure che si apra una discussione sul fatto che a Martino sia sfuggita o meno la situazione dalle mani, in quanto le responsabilità sono sempre di tutti. Siamo tutti in discussione».

Come uscire dal tunnel allora?

«A Brescia si sono viste anche cose belle e se si è perso non bisogna pensare se è colpa del coach, colpa mia, tua o di chiunque altro. Bisogna pensare di uscire da questa situazione e per uscirne bisogna lavorare».

Treviso potrà essere la gara della svolta?

«È brutto da dirsi ma Treviso per noi è un capolinea. Domenica ci giochiamo due punti importantissimi per la salvezza. Con Treviso abbiamo lo scontro diretto positivo e sarà bene tenere questo vantaggio. Oggi, è un dato di fatto, dobbiamo guardarci dietro e i due punti che ci giochiamo a Treviso vanno visti in chiave salvezza. Fra un mesetto spero poi di poter fare discorsi diversi ma ora dobbiamo prenderci quei due punti per allontanarci dal fondo. Siamo nelle condizioni di farcela».

Come procede l’inserimento di Sims e Lemar?

«Sono due ragazzi d’oro che sin da subito hanno dimostrato grande disponibilità. Lemar ancora non ha debuttato, mentre alla sua prima volta Sims ha già fatto vedere di essere una garanzia: ha un grande talento e sa dare tanto. Assemblare di nuovo una squadra richiede tempo che però ora non c’è. Per questo dovremo fare uno sforzo extra a livello difensivo. Sappiamo che sul lato offensivo ci vorrà più tempo e per questo in difesa dovremo dare di più».

A fine mese vi aspetta anche l’avventura in coppa. Ci state già pensando?

«No. Prima abbiamo gare di campionato da preparare. Posso però dire che siamo orgogliosi del percorso che abbiamo fatto in Europa. Nella prima fase abbiamo vinto due gare su tre, sciupando una grande occasione contro i greci. Ora ci aspetta la seconda fase del torneo e vogliamo andare avanti il più possibile, come dichiarato dalla società. Vogliamo essere ambiziosi». —



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