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Il Banco Bpm sarà sulle maglie della Reggiana di Quarta Categoria

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Il Banco Bpm sarà sulle maglie della Reggiana di Quarta Categoria

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REGGIO EMILIA. Il marchio Bpm, banca molto conosciuta soprattutto nel Nord Italia figurerà sulle maglie dei giocatori della Reggiana Quarta Categoria. L’ennesimo atto di attenzione che la società granata ha verso lo sport come strumento di inclusione anche per i ragazzi meno fortunati. A rappresentare la Reggiana c’era il socio Luca Quintavalli, a cui queste tematiche stanno molto a cuore anche per ragioni professionali: «Sin dal momento della fondazione della Reggio Audace abbiamo considerato l’aspetto inclusivo come una pietra miliare del nostro progetto- ha dichiarato il titolare di Olmedo- questa squadra è per noi paragonabile a quella professionistica, ed è per questo motivo che cerchiamo partner di livello altissimo: il valore del sociale è, per quanto ci riguarda, incommensurabile. È un onore presentare sulle divise di questi atleti speciali un partner che ci ha seguito sin dal primo giorno: senza sostenitori così non avremmo potuto portare avanti l’attività in questi anni».

Alle parole di Quintavalli hanno fatto seguito quelle di Stefano Bolis, responsabile direzione territoriale Emilia Adriatica Banco Bpm: «Insieme alla Reggiana abbiamo realizzato iniziative bellissime, compreso l’acquisto di un’autoambulanza in collaborazione con la Croce Verde. Abbiamo aderito a questo progetto perché fa parte della missione della nostra realtà: siamo una delle poche banche che ha messo in pratica progetti simili riservati a persone più in difficoltà; siamo molto onorati e orgogliosi di poter fare la nostra parte».

Come riportato dal referente Nicola Brunelli, sono al momento due le squadre granata iscritte a questo campionato: 20 ragazzi partecipano alla Lega di primo livello (riservato a chi ha difficoltà psichiatriche), mentre altri 15 atleti prendono invece parte ad un campionato di secondo livello (per chi soffre di disabilità cognitivo-relazionali). Brunelli ha colto l’occasione per ringraziare le famiglie, che non hanno mai rinunciato ad accompagnare gli iscritti al campo nonostante le oggettive difficoltà del momento legate alla pandemia. —



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