Jacobs mostruoso, oro a suon di record
Il jet azzurro disintegra il primato italiano con 6.47, firmando il miglior tempo al mondo dell’anno. Iapichino “solo” quinta
Una freccia tutta azzurra che sfreccia sulla pista azzurra di Torun nel cuore delle Polonia. La freccia si chiama Marcell Jacobs e in soli 6”47 ha centrato l’oro sui 60 metri ai Campionati europei indoor di atletica leggera di Torun in Polonia. Un crono strepitoso quello del 26enne sprinter bresciano con sangue anche un pò texano che lascia ben sperare in vista delle Olimpiadi di Tokyo dove la distanza sarà quella dei 100 metri. Marcell ha vinto il titolo europeo al termine di una prestazione magistrale, dalla perfetta uscita dai blocchi alla corsa offerta sul lanciato. Jacobs anche sbriciolato di quattro centesimi il precedente record italiano che dal 2013 apparteneva a Michael Tumi. Non solo, la freccia azzurra ha stabilito il miglior tempo al mondo dell’anno inserendosi al quarto posto nella graduatoria europea all-time a solo cinque centesimi dal record del britannico Dwain Chambers (6”42) corso a Torino nel 2009. Jacobs, portacolori delle Fiamme Oro ed allenato dall’ex campione del mondo di salto triplo Paolo Camossi, ieri sera ha battuto il tedesco Kevin Kranz (6”60) e lo slovacco campione uscente Jan Volko (6”61). Quella di Jacobs, sprinter di Desenzano del Garda cresciuto come saltatore in lungo, nativo di El Paso (papà era un marines), è la prima medaglia per la spedizione italiana in Polonia ma è la nona medaglia sui 60 metri in 36 edizioni degli Euroindoor. La prima medaglia per l’Italia fu l’oro di Stefano Tilli a Budapest nel 1983. Nell’albo d’oro seguirono gli argenti di Antonio Ullo (1984), Pierfrancesco Pavoni (1987 e 1990) e Fabio Cerutti (2009) e i bronzi di Antonio Ullo (1987), Emanuele Di Gregorio (2009) e Michael Tumi (2013).
Non è riuscita a Larissa Iapichino l’impresa di conquistare a 18 anni e mezzo una medaglia nel salto in lungo. Sulla pedana della Torun Arena, la saltatrice azzurra figlia di Fiona May, all’esordio nella classe assoluta, si è classificata quinta con 6,59 metri, misura decisamente lontana dal 6,91 del mese scorso con la quale aveva stabilito il nuovo record mondiale juniores. L’oro è andato al collo dell’ucraina Maryna Bekh-Romanchuk con 6,92 (miglior prestazione mondiale stagionale) davanti alla tedesca Malaika Mihambo con 6,88 e alla svedese Khaddi Sagnia con 6,75. Sesta l’altra azzurra Laura Strati con 6,57.
Delusione per la giovane promessa dell’atletica italiana che si presentava agli Europei con il sogno di portarsi a casa la medaglia d’oro che non è riuscita a conquistare anche perchè, vista la giovanissima età, l’emozione e l’inesperienza possono aver giocato un ruolo decisivo. Oggi grande attesa per la finale dell’alto dove Jimbo Tamberi si candida per il titolo europeo. —
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